Una notizia che farà certamente piacere agli appassionati di trazione diesel e, più in generale, a chi tiene alla coerenza storica del materiale rotabile preservato. 

Nella giornata di oggi le ex Officine Grandi Riparazioni di Rimini hanno infatti rilasciato due locomotive D.445 completamente riverniciate nella loro livrea d’origine MDVC, quella in beige, arancio e viola con cui queste macchine uscirono di fabbrica negli anni Ottanta. 

Una scelta che segna un piccolo ma significativo cambio di rotta da parte di Fondazione FS Italiane.

Le protagoniste: D.445.1056 e D.445.1086

Le due locomotive protagoniste del ritorno al passato sono le D.445.1056 e D.445.1086, entrambe appartenenti alla terza serie delle celebri diesel elettriche FIAT, immediatamente riconoscibili per la caratteristica doppia fanaleria frontale.

Nel dettaglio:

  • D.445.1056 – costruita da OMECA nel 1985;
  • D.445.1086 – costruita da OMECA nel 1986.

Si tratta dunque di due macchine perfettamente coerenti con la livrea appena ricevuta, essendo nate proprio con questa veste cromatica dedicata ai servizi regionali a media distanza su tratte non elettrificate

LEGGI ANCHE: Treni storici tra Italia e Svizzera, accordo tra Fondazione FS e FFS Historic per nuovi collegamenti internazionali

Trasferimento verso Siena

L’uscita dalle officine romagnole è avvenuta con un trasferimento che non è passato inosservato.

Alla trazione del convoglio è stata posta la D.445.1140, anch’essa assegnata al parco storico ma curiosamente ancora nella ben nota livrea Isabella e verde.

Una scelta cromatica che, in realtà, non è storicamente coerente con questa locomotiva, anch’essa appartenente alla terza serie e quindi anch’essa nata proprio in livrea MDVC.

Destinazione finale del trasferimento è Siena, che si conferma uno dei punti nevralgici per le attività legate al materiale storico diesel della Fondazione.

Da segnalare inoltre un dettaglio non secondario: le due D.445 fino a non molto tempo fa sono state in forza alla Divisione Intercity di Trenitalia per i treni lungo la linea Jonica elemento che rende ancora più interessante il loro ritorno in una veste decisamente più filologica.

Una correzione di rotta attesa dagli appassionati

Ed è proprio qui che sta il vero significato di questa operazione.

Fino ad oggi, infatti, la scelta di Fondazione FS era stata quella di riportare diverse D.445 storiche nella livrea Isabella e verde, certamente molto elegante e visivamente ben abbinabile alle carrozze storiche in Castano/Isabella, ma storicamente discutibile per le macchine appartenenti alla seconda e alla terza serie.

Queste locomotive, infatti, non hanno mai portato quella livrea in servizio regolare.

Erano invece nate proprio con la ben nota veste MDVC beige, arancio e viola, simbolo di un’epoca ben precisa del trasporto regionale italiano.

Per questo motivo, la decisione di tornare finalmente alla configurazione corretta appare decisamente apprezzabile.

Più verità storica, meno compromessi

Di fatto, Fondazione FS sembra aver recepito le osservazioni avanzate da tanti appassionati negli ultimi anni, scegliendo finalmente una strada più rigorosa dal punto di vista storico.

Una decisione che restituisce autenticità a locomotive che, prima dell’XMPR e della successiva livrea Intercity, avevano raccontato per anni proprio quella stagione ferroviaria fatta di regionali diesel, linee secondarie e composizioni tipicamente anni ’80 e ’90.

È un segnale importante: preservare il materiale storico non significa soltanto mantenerlo in efficienza, ma anche rispettarne l’identità reale.

Ora servono le carrozze giuste

A questo punto, però, il passo successivo appare quasi obbligato.

Se queste locomotive torneranno a trainare treni storici o turistici, sarebbe auspicabile affiancare loro materiale coerente anche dal punto di vista compositivo.

In altre parole: sarebbe il momento di iniziare a pensare seriamente al recupero di alcune carrozze MDVC, per costruire composizioni autentiche dedicate ai regionali diesel degli anni Ottanta e Novanta.

Immaginare una D.445 in perfetta livrea MDVC con una composizione omogenea su linee spettacolari come quelle del Senese, della Toscana interna o di altre storiche linee non elettrificate italiane sarebbe qualcosa di estremamente affascinante.

Perché la memoria ferroviaria, quando viene ricostruita con coerenza, diventa molto più di semplice nostalgia: diventa racconto autentico.

Foto e video di Davide Cattani