Genova si conferma una vera e propria “città laboratorio” per la logistica nazionale. Il convegno “Porti e ferrovie: un binario tronco o un viaggio intermodale?”, ospitato a Stazioni Marittime, è stato l’occasione per fare il punto sulle principali sfide del settore.

Al centro del dibattito la necessità di completare il Terzo Valico, considerato strategico per sbloccare mercati finora preclusi, ma anche i temi legati alla digitalizzazione con il Port Community System e l’innovazione rappresentata dalle locomotive full-electric.

“I traffici merci sono destinati ad aumentare – ha spiegato il presidente di Ici, Riccardo Genova – e lo shift modale tra ferrovia e strada è fondamentale”.

Il futuro dello scalo ligure passa proprio dal Terzo Valico, destinato a segnare una svolta significativa. “Garantirà l’accesso a traffici oggi non sviluppati, come quello dei semirimorchi, e imporrà un ripensamento complessivo della gestione dei flussi da e per il porto di Genova”, ha aggiunto.

LEGGI ANCHE: Autostrada ferroviaria del Frejus: via libera Ue, ripartenza a settembre

Altro nodo cruciale è quello dell’ultimo miglio, ambito in cui Genova sconta ancora criticità rilevanti. “Ci siamo concentrati su raddoppi, Pnrr ed efficientamento della rete ferroviaria, i cui effetti vedremo nei prossimi anni – ha ricordato Fabrizio Filippi (MedLog) – ma oggi è necessario intervenire sulle infrastrutture portuali, che rischiano di rendere il servizio intermodale non competitivo”.

Sul tema arrivano rassicurazioni dall’Autorità di Sistema Portuale. “Il piano di interventi del programma straordinario riguarda tutti gli ultimi miglia – ha sottolineato il direttore tecnico Infrastrutture di Adsp, Fabrizio Mansueto – da quello terrestre a quello ferroviario, fino al marittimo e aereo. Gli interventi ferroviari sono in corso: alcuni più avanzati, altri appena avviati o già conclusi. L’obiettivo è completarli tutti entro pochi anni”.

Infine, uno sguardo ai numeri del sistema portuale. “La nostra portualità è rimasta sostanzialmente ferma negli ultimi anni – ha spiegato Gian Enzo Duci (UniGe) – siamo riusciti a compensare problematiche di breve periodo, ma per valorizzare davvero investimenti come la diga e raggiungere mercati più ampi è indispensabile potenziare i collegamenti”.

Un passaggio chiave riguarda le distanze: “Sotto i 300 chilometri la strada resta competitiva, pur con alcune criticità. Ma per i mercati a lungo raggio, la ferrovia è l’unica soluzione realmente efficace”.