A che punto è davvero il raddoppio ferroviario Roma-Pescara?

È la domanda che torna al centro del dibattito regionale mentre sui cantieri dei Lotti 1 e 2, quelli compresi tra Interporto d’Abruzzo-Manoppello e Manoppello-Scafa, viene chiesto un nuovo aggiornamento puntuale sullo stato dell’opera.

A porre nuovamente la questione è il consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture Antonio Di Marco, che ha presentato una nuova interrogazione a risposta scritta e ha chiesto al presidente della Commissione Vigilanza, Sandro Mariani, la convocazione di una seduta straordinaria. L’obiettivo dichiarato è ottenere dalla Regione dati ufficiali, documenti e scadenze verificabili sull’avanzamento dei lavori.

Una nuova richiesta di chiarezza

La richiesta arriva dopo mesi di interrogazioni e solleciti che, secondo Di Marco, non avrebbero ancora prodotto le risposte necessarie a fotografare con precisione la situazione dei cantieri.

“A che punto siamo avvero con il raddoppio ferroviario Roma-Pescara? È questa la domanda alla quale la Regione deve finalmente rispondere con dati ufficiali, documenti e scadenze verificabili. Dopo mesi di interrogazioni e solleciti senza risposta, ho chiesto la convocazione della Commissione Vigilanza perché su un’opera strategica per l’Abruzzo non possono esserci zone d’ombra”, dichiara il consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture Antonio Di Marco, che ha presentato una nuova interrogazione a risposta scritta e chiesto al presidente della Commissione Vigilanza, Sandro Mariani, una seduta straordinaria sullo stato del raddoppio ferroviario, con particolare riferimento ai Lotti 1 e 2, Interporto d’Abruzzo-Manoppello e Manoppello-Scafa.

Il punto di partenza dell'interrogazione è quindi molto concreto: capire cosa stia effettivamente accadendo nei cantieri e quanto l'avanzamento reale corrisponda a quello previsto nei programmi.

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Lo stato dei lavori e l’avanzamento economico

La prima questione riguarda proprio l'avanzamento fisico ed economico dell'opera. Di Marco chiede di conoscere quali lavorazioni siano state effettivamente eseguite, quanto sia stato speso attraverso gli Stati di Avanzamento Lavori e quale sia oggi il valore delle opere realizzate.

“Le domande che pongo nell’atto e che riterrò anche in sede di Commissione vigilanza appena sarà convocata – spiega Di Marco – sono molto concrete e nascono dalla realtà di cantiere e dalle segnalazioni che arrivano dal territorio, nonché dalla necessità di verificare se quanto annunciato corrisponda effettivamente all’avanzamento dell’opera”.

Il primo punto riguarda lo stato reale del cantiere. “I lavori stanno procedendo effettivamente secondo il progetto e il cronoprogramma approvati? Quali lavorazioni sono state realmente eseguite e qual è l’avanzamento fisico ed economico dell’opera? – incalza Di Marco – Chiedo inoltre di conoscere quanto è stato effettivamente speso attraverso i SAL e quale sia oggi il valore delle opere realizzate”.

Varianti, riserve e costi

Accanto allo stato dei lavori c'è poi la questione economica. L'interrogazione chiede infatti di verificare se le risorse attualmente disponibili siano sufficienti per completare integralmente i due lotti e se, nel frattempo, siano intervenute modifiche rispetto al progetto originario.

“È necessario chiarire se le risorse attualmente disponibili siano sufficienti a garantire la realizzazione integrale dei Lotti 1 e 2, se siano intervenute o siano in corso varianti rispetto al progetto originario e, in caso affermativo, per quali ragioni e con quali conseguenze su tempi e costi. Dobbiamo sapere anche se le imprese abbiano iscritto riserve nei registri di contabilità o avanzato richieste economiche che possano incidere sul costo complessivo dell’intervento”.

È un passaggio particolarmente importante perché eventuali varianti, maggiori costi o riserve delle imprese potrebbero avere conseguenze sia sul quadro economico sia sui tempi di realizzazione.

Le criticità tecniche e la circolazione ferroviaria

Un altro capitolo riguarda invece le eventuali difficoltà tecniche incontrate durante i lavori. L'interrogazione punta a capire se siano emersi problemi capaci di rendere più complessa la realizzazione dell'opera rispetto a quanto previsto inizialmente.

“Voglio sapere se siano emersi problemi tecnici che rendano più complessa la realizzazione dell’opera così come progettata, se vi siano lavorazioni che nelle condizioni attuali non possono essere eseguite come previsto e se, per completare alcuni interventi, sarà necessario interrompere o limitare temporaneamente la circolazione ferroviaria sulla linea esistente. Chiedo inoltre se le verifiche e i collaudi effettuati abbiano evidenziato criticità e se esistano problemi autorizzativi capaci di rallentare o bloccare i cantieri”.

Il tema non riguarda quindi soltanto quello che è già stato realizzato, ma anche le condizioni necessarie per portare avanti le lavorazioni ancora da completare senza compromettere la continuità del servizio ferroviario sulla linea esistente.

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Il cronoprogramma resta uno dei punti centrali

Alla fine, però, la domanda torna sempre sui tempi. Il raddoppio Roma-Pescara è un'opera complessa e il cronoprogramma rappresenta uno degli elementi sui quali il territorio attende maggiore chiarezza.

“Serve una risposta chiara sulle scadenze. Le date indicate per il completamento sono ancora realistiche? Qual è oggi il cronoprogramma aggiornato? E soprattutto: il raddoppio sarà realizzato integralmente secondo quanto previsto dal progetto oppure sono intervenute modifiche che ne ridimensionano tempi, caratteristiche o portata?”,

È proprio sulla distanza tra quanto previsto e quanto effettivamente sta accadendo che la Commissione Vigilanza dovrebbe concentrare il confronto, qualora la richiesta di seduta venga accolta.

Regione, RFI, Italferr e imprese allo stesso tavolo

Di Marco chiede inoltre che il confronto non rimanga limitato agli aspetti strettamente politici, ma coinvolga direttamente i soggetti che stanno seguendo l'opera e le realtà produttive interessate dalle procedure.

La richiesta è quella di audire l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti Umberto D’Annuntiis, l’assessore alle Attività Produttive Tiziana Magnacca, i responsabili del procedimento di RFI e Italferr, il direttore del Dipartimento Infrastrutture della Regione Abruzzo e i rappresentanti delle aziende del territorio coinvolte dagli espropri e dalle procedure di delocalizzazione.

“Vogliamo mettere intorno allo stesso tavolo Regione, RFI, Italferr e imprese per affrontare anche il tema degli espropri, delle delocalizzazioni e degli indennizzi. Non è una questione astratta: dietro il cantiere ci sono aziende, lavoratori e attività produttive che hanno bisogno di sapere cosa succederà e in quali tempi”.

Il monitoraggio del Ministero

La richiesta di chiarimenti arriva mentre il Ministero delle Infrastrutture indica per i Lotti 1 e 2 specifici procedimenti relativi alle varianti e mantiene un monitoraggio dedicato sull'avanzamento dell'opera.

Per Di Marco, proprio questo rende necessario arrivare a un quadro aggiornato che metta insieme stato dei lavori, costi, varianti, tempi e disponibilità finanziarie.

“Il punto non è fare polemica – conclude Di Marco – ma esercitare fino in fondo il ruolo di controllo che spetta al Consiglio regionale. Per questo chiedo che in Commissione arrivino numeri, SAL, cronoprogrammi, varianti, contratti, riserve e quadro finanziario aggiornato. Solo così possiamo capire a che punto siamo davvero e quali siano gli eventuali problemi da affrontare. Su un’opera di questa importanza il territorio ha diritto alla massima trasparenza”.