Senza la chiusura completa dell’anello ferroviario, atteso da oltre 30 anni, non si avranno benefici concreti. È quanto ha ribadito l’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, nel corso di un’audizione in commissione dedicata allo stato dei lavori ferroviari nella Capitale.

Il nodo della stazione di Vigna Clara

Aperta il 13 giugno 2022 dopo 32 anni di attesa, la stazione di Vigna Clara rappresenta un’infrastruttura importante per Roma nord, ma continua a scontare una criticità rilevante: la bassa frequenza dei treni.

Attualmente, nei casi migliori, passa un convoglio ogni ora, con attese che possono arrivare fino a due ore, rendendo il servizio poco competitivo.

La richiesta alla Regione Lazio

Per questo motivo Patanè ha chiesto un intervento diretto alla Regione Lazio: “Serve rivedere il contratto di servizio con RFI – ha dichiarato – aumentando il numero di treni previsti, perché l’infrastruttura da sola non è sufficiente senza un adeguato servizio commerciale”.

L’obiettivo è quindi un incremento delle corse attraverso nuove risorse e una revisione degli accordi esistenti.

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L’anello ferroviario resta incompleto

Resta centrale anche il tema della chiusura dell’anello ferroviario, progetto atteso da decenni e ancora incompleto.

Dopo il taglio dei fondi nel 2023, risultano finanziati solo alcuni interventi, tra cui il raddoppio della tratta Valle Aurelia–Vigna Clara, con conclusione prevista nel 2026 ed entrata in esercizio nel 2027.

Benefici ancora limitati

Secondo l’assessore, senza il completamento dell’anello ferroviario il rischio è quello di non ottenere miglioramenti significativi nella mobilità cittadina, nonostante gli investimenti già realizzati.

La piena funzionalità del sistema ferroviario romano resta quindi legata sia al completamento infrastrutturale sia al potenziamento del servizio.