È arrivata quasi all'improvviso la fine della carriera delle ALn 663 di Trenitalia.

Lo scorso 12 settembre 2026 è stato infatti l'ultimo giorno in cui queste automotrici diesel hanno circolato sui binari di RFI nell'ambito del servizio regionale di Trenitalia, chiudendo una storia iniziata nel 1983 e durata oltre quattro decenni.

Le ALn 663 erano ormai rimaste operative esclusivamente in Calabria, sulle linee non elettrificate.

La concomitante chiusura della linea tra Sibari e Crotone dal 12 settembre al 12 dicembre per lavori ha portato all'interruzione del loro impiego. Formalmente si tratta di una sospensione del servizio, ma appare difficile immaginare un ritorno stabile in esercizio, anche considerando l'arrivo di nuovi treni ibridi destinati proprio alla Jonica.

La fine dopo 43 anni

Il ritiro è arrivato in maniera decisamente più rapida rispetto a quanto si potesse ipotizzare ancora alcuni mesi fa. Le ALn 663 erano certamente considerate automotrici alla fine della carriera, ma non sembrava imminente un'uscita così repentina dal servizio.

Il 12 settembre ha invece segnato l'ultima giornata di circolazione regolare delle unità Trenitalia. Una storia durata 43 anni, durante i quali queste automotrici hanno rappresentato una presenza familiare per generazioni di pendolari.

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120 automotrici costruite da Fiat Ferroviaria

Le ALn 663 furono progettate all'inizio degli anni Ottanta e iniziarono il servizio proprio nel 1983. La produzione, affidata alla FIAT Ferroviaria di Savigliano, raggiunse complessivamente 120 unità: 16 della serie 1000 e 104 della serie 1100.

Con velocità massime comprese tra 120 e 130 km/h, le ALn 663 furono impiegate su un numero elevatissimo di linee italiane, diventando per molti anni uno dei principali strumenti per garantire i servizi ferroviari sulle tratte non elettrificate.

Da nord a sud dell'Italia

Nel corso della loro lunga carriera le ALn 663 hanno viaggiato in numerose regioni. Tra le aree in cui hanno prestato servizio si possono ricordare, oltre alla Calabria, la Sardegna, il Piemonte, la Valle d'Aosta e la Toscana, solo per citarne alcune.

Per molti territori sono state quindi una presenza quotidiana, soprattutto sui collegamenti regionali e sulle linee secondarie non elettrificate, svolgendo un ruolo fondamentale nel trasporto dei pendolari.

Dopo le ALn 668 tocca alle ALn 663

La loro uscita di scena arriva a breve distanza da quella delle ALn 668, anch'esse progressivamente ritirate dal servizio nei mesi scorsi. Si chiude così un altro capitolo della lunga stagione delle automotrici diesel FIAT che ha caratterizzato una parte importante della rete ferroviaria italiana.

La differenza, rispetto al passato, è rappresentata dall'arrivo di materiale più moderno. In particolare, i nuovi treni ibridi HTR 312/412 destinati a sostituire progressivamente le automotrici più anziane rendono sempre meno probabile un ritorno in servizio delle ALn 663 anche quando la Jonica dovesse tornare tutta operativa.

Una parte della storia sarà conservata

Non tutto il gruppo è però destinato a scomparire. Alcune unità sono state infatti preservate da Fondazione FS e sono attualmente interessate da interventi di recupero e ripristino.

Sarà quindi il materiale storico a conservare la memoria di queste automotrici, che hanno accompagnato per decenni il servizio ferroviario italiano. La loro presenza sui binari RFI in servizio regolare appartiene invece ormai al passato.

Il settembre 2026 segna dunque la conclusione di un'epoca: dopo 43 anni di servizio, anche le ALn 663 lasciano il servizio regolare di Trenitalia. Per le unità ancora esistenti si apre ora una fase completamente diversa, nella quale il destino di molte di esse sarà probabilmente quello della demolizione.

Le demolizioni, del resto, sono già iniziate nei mesi scorsi e con la fine del servizio regolare è lecito attendersi che possano accelerare nelle prossime settimane, mentre soltanto gli esemplari destinati alla conservazione potranno continuare a raccontare la storia di una delle più longeve famiglie di automotrici diesel italiane.