Un altro Pendolino di seconda generazione lascia definitivamente il parco di Trenitalia.

Questa mattina è infatti partito da Roma diretto verso Savona e destinato, dopo il successivo trasferimento a San Giuseppe di Cairo, alla demolizione.

Si tratta di un'accelerazione ormai evidente nel processo di dismissione di questi treni, che hanno rappresentato una parte importante della storia delle ferrovie italiane dalla metà degli anni Novanta in poi. E il dato è particolarmente significativo perché arriva appena un giorno dopo l'invio alla demolizione dell'ETR 463 n.27 da Torino Orbassano.

Due Pendolini di seconda generazione in due giorni

Quello dell'ETR 485 n.39 è dunque il secondo invio a demolizione in appena due giorni per un Pendolino di seconda generazione, seppure appartenente a un gruppo diverso rispetto a quello protagonista della notizia di ieri.

L'ETR 463 n.27 era stato trasferito dal deposito di Torino Orbassano, dove risultava accantonato da tempo, verso Savona, per poi raggiungere San Giuseppe di Cairo e la Vico S.r.l., dove avverrà la demolizione.

Oggi è stata invece la volta dell'ETR 485 n.39, che ha lasciato Roma Termini viaggiando autonomamente. Anche in questo caso la destinazione intermedia è Savona, da dove il convoglio proseguirà - probabilmente già domani - verso San Giuseppe di Cairo per l'ultimo trasferimento.

Il fatto che il treno abbia raggiunto Savona con i propri mezzi è significativo: l'ETR 485 n.39, infatti, era ancora perfettamente operativo e soltanto nei giorni scorsi aveva effettuato servizi regolari sulla relazione Roma–Ravenna, impiegato nel ben noto collegamento Frecciargento.

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Una carriera durata poco più di 28 anni

La storia dell'ETR 485 n.39 è iniziata il 6 febbraio 1998, quando il convoglio venne consegnato come ETR 480 n.39. La sua carriera si conclude quindi dopo poco più di 28 anni e mezzo di servizio, un periodo relativamente breve considerando il ruolo avuto da questa generazione di Pendolini nel sistema ferroviario italiano.

Il treno è inoltre un esempio della naturale evoluzione della famiglia dei Pendolini di seconda generazione. Nato come ETR 480 n.39, è stato infatti trasformato in ETR 485 nel marzo 2009, entrando così a far parte del gruppo dei Pendolini utilizzati anche sulle nuove linee a 25 kV.

La sua destinazione finale arriva quindi a pochi giorni di distanza dall'ultimo impiego commerciale, una situazione che non rappresenta peraltro un caso isolato negli ultimi invii a demolizione.

Il ritmo delle demolizioni sta aumentando

È proprio questo l'aspetto che merita in qualche modo "attenzione". 

Non esiste, almeno al momento, una conferma ufficiale sulle motivazioni che portano a inviare alcuni esemplari alla demolizione anche dopo impieghi recenti. Una possibile spiegazione, che resta però una nostra ipotesi e non un dato ufficiale, è che alcuni di questi treni siano ormai prossimi a scadenze manutentive importanti e che, invece di affrontare le procedure necessarie per un successivo trasferimento trainato, vengano avviati direttamente verso la demolizione sulle loro ruote.

La situazione degli ETR 485

Con l'ETR 485 n.39 salgono a due gli esemplari del gruppo ETR 485 già avviati alla demolizione. Il precedente è stato l'ETR 485 n.36, trasferito alcune settimane fa.

Il gruppo era originariamente composto da 15 treni, numerati dal n.31 al n.45. Considerando l'ETR 485 n.36 e l'ETR 485 n.39 demoliti, risultano inoltre due unità accantonate, una ad Alessandria Smistamento e una a Vicenza.

Il quadro che ne emerge è quindi quello di 11 ETR 485 ancora in servizio. Un numero destinato però a cambiare rapidamente se il ritmo delle dismissioni resterà quello osservato in questi ultimi giorni.

Per l'ETR 485 n.39, intanto, la corsa è ormai arrivata all'ultimo capitolo: dopo oltre 28 anni di attività, il Pendolino sta effettuando il suo penultimo viaggio mentre scriviamo queste righe.