Non si ferma la dismissione dei Pendolino di seconda generazione da parte di Trenitalia.
E nei prossimi giorni potrebbe esserci anche un ennesimo invio.
Oggi è stato il turno di un convoglio che ha rappresentato una parte importante della storia ferroviaria italiana: l’ETR 463 n.27.
Dopo la cessazione del servizio commerciale, il Pendolino era stato accantonato presso il deposito di Torino Orbassano.
Da qui è stato trasferito, trainato dalla locomotiva E.652.015 di Mercitalia Rail, fino a San Giuseppe di Cairo, dove resterà in attesa del successivo invio alla Vico S.r.l., storica azienda specializzata nella demolizione di rotabili ferroviari.
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L’ETR 463 n.27 verso la demolizione
Consegnato il 27 settembre 1996, l’ETR 463 n.27 arriva così alla fine della propria carriera dopo poco meno di trent’anni dalla sua entrata in servizio.
Il convoglio appartiene al Gruppo degli ETR 460/463, parte della famiglia dei Pendolino di seconda generazione. Si tratta di una tipologia di elettrotreni progettata e costruita da Fiat Ferroviaria, prima della acquisizione da parte di Alstom.
I convogli del Gruppo erano complessivamente 10, numerati dal 21 al 30, e per diversi anni hanno rappresentato una delle espressioni più importanti dell’alta velocità ferroviaria italiana prima dell'avvento delle generazioni successive di Pendolino - ETR 600/610 - e dei nuovi treni ad alta velocità.

Il programma di demolizione degli ETR 460/463
Con l’avvio alla demolizione dell’ETR 463 n.27, sale il numero dei convogli del gruppo destinati alla riduzione volumetrica. Tre esemplari risultano infatti già demoliti, mentre il quarto, proprio l’ETR 463 n.27, seguirà lo stesso destino verosimilmente nei prossimi giorni.
Gli esemplari già demoliti dalla Vico S.r.l. sono l’ETR 460 n.24 e l’ETR 460 n.30. A questi si aggiunge l’ETR 460 n.29, demolito in seguito al grave incidente ferroviario di Piacenza del 12 gennaio 1997.
Dove si trovano gli altri Pendolino
Restano attualmente sei esemplari del gruppo, distribuiti in diversi impianti ferroviari italiani.
Un convoglio si trova a Torino Orbassano, uno è accantonato presso Alessandria Smistamento, mentre ben quattro esemplari sono presenti nel deposito di Roma San Lorenzo.
Il progressivo avvio alla demolizione di questi "storici" convogli testimonia la voglia di Trenitalia di cambiare pagina e di affidare i servizi più prestigiosi a mezzi più moderni e performanti.
Una pagina di storia ferroviaria che si chiude
L’invio dell’ETR 463 n.27 verso la demolizione rappresenta dunque un altro passo nel progressivo smantellamento della flotta di questi convogli come dei coevi ETR 485. Treni che, a partire dagli anni Novanta, hanno caratterizzato numerose relazioni ferroviarie italiane e che oggi vengono progressivamente ritirati e demoliti.
Per gli altri esemplari ancora accantonati resta ora da capire quale sarà il destino: la progressiva demolizione del Gruppo potrebbe infatti proseguire nei prossimi mesi, mettendo la parola fine alla presenza operativa di una generazione di treni che ha segnato la storia recente delle ferrovie italiane.
La speranza è che possa esserci un intervento da parte della Fondazione FS Italiane per salvare almeno un esemplare.