Nuovo passaggio istituzionale per il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Il decreto legge del 5 febbraio che ridisegna il percorso di approvazione dell’opera dovrà infatti tornare all’esame del Consiglio dei ministri dopo le osservazioni formulate dalla Ragioneria dello Stato.

Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha adottato un tono più prudente sui tempi dell’opera.

«Sui lavori del Ponte di Messina non do più scadenze mensili, perché ho imparato che tra corsi, ricorsi, Corte dei Conti e Comitati del No... Prima voglio vedere la carte: il mio obiettivo è che questo sia l’anno dell’avvio dei lavori del benedetto Ponte di Messina».

Il decreto da rivedere

Il testo è stato oggetto nelle ultime settimane di revisioni e modifiche sostanziali, in particolare da parte della Ragioneria dello Stato, struttura del Ministero dell’Economia incaricata di verificare la compatibilità finanziaria dei provvedimenti.

Secondo quanto emerso, la Ragioneria avrebbe chiesto di inserire nel decreto una clausola esplicita che garantisca l’assenza di costi aggiuntivi per la finanza pubblica durante tutte le fasi di approvazione e realizzazione del progetto.

LEGGI ANCHE: Ponte sullo Stretto, il governo accelera: via libera a 13,5 miliardi per l’opera

Il nodo dei costi

L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha comunque precisato che non sono previsti aumenti del quadro economico.

«Non ci saranno extra-costi per il Ponte», ha spiegato Ciucci, sottolineando che il decreto si limita a rimodulare gli importi annuali dei lavori tenendo conto degli slittamenti temporali dovuti alle osservazioni della Corte dei conti. Il costo complessivo dell’opera resta quindi fissato a 13,5 miliardi di euro.

Le critiche dell’opposizione

L’opposizione parlamentare ha però criticato l’ennesimo passaggio procedurale. Secondo Antonio Misiani del Partito Democratico, «sul Ponte il governo Meloni e il ministro Salvini continuano a collezionare solo rinvii, correzioni e stop tecnici».

I controlli della Ragioneria

Negli ultimi mesi la Ragioneria dello Stato ha adottato un approccio particolarmente rigoroso nella verifica dei provvedimenti di spesa, anche alla luce delle nuove regole europee sui bilanci pubblici, che impongono coperture finanziarie più stringenti.

Questa maggiore attenzione ha rallentato l’iter di diversi provvedimenti, tra cui alcuni decreti governativi e progetti infrastrutturali di rilievo.

Per il Ponte sullo Stretto, il nuovo passaggio in Consiglio dei ministri rappresenta dunque un ulteriore step procedurale prima della prosecuzione dell’iter autorizzativo dell’opera.