Proseguono i lavori per il raddoppio di una breve ma significativa tratta della linea ferroviaria Roma–Pescara, uno dei collegamenti storicamente più critici della rete italiana. Le immagini scattate l’8 marzo scorso nei pressi di Chieti mostrano chiaramente l’avanzamento dei cantieri, con le operazioni di sbancamento di alberi e prati e i primi scavi destinati ad accogliere il secondo binario.

Interventi analoghi sono visibili anche oltre Manoppello, lungo la tratta che conduce verso Alanno e Scafa, dove sono in corso le attività preliminari per la realizzazione della nuova infrastruttura.

Un investimento da 559 milioni

I lavori sono stati affidati da Rete Ferroviaria Italiana al Raggruppamento Temporaneo di Imprese formato dal Consorzio Eteria e da Salcef, con progettazione curata da VIA Ingegneria e direzione lavori affidata a Italferr (oggi FS Engineering).

L’investimento complessivo ammonta a circa 559 milioni di euro e riguarda la tratta compresa tra Interporto d’Abruzzo–Manoppello e Scafa.

Lotto 1: Interporto d’Abruzzo – Manoppello

Il lotto 1 interessa i comuni di Chieti e Manoppello e prevede il raddoppio della linea per circa 5 chilometri, in gran parte in affiancamento all’attuale tracciato storico.

Tra le opere previste figurano la realizzazione di cinque viadotti — tre ferroviari e due stradali — che consentiranno anche la soppressione dei passaggi a livello lungo la tratta. Il progetto include inoltre una nuova sottostazione elettrica e la riqualificazione della stazione di Manoppello.

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Lotto 2: Manoppello – Scafa

Il lotto 2 riguarda invece la tratta tra Manoppello e Scafa, coinvolgendo i comuni di Manoppello, Scafa, Alanno e Rosciano.

In questo caso il nuovo tracciato si estenderà per circa 8 chilometri, in parte in affiancamento alla linea esistente e in parte in variante. Il progetto prevede la costruzione di sette viadotti — sei ferroviari e uno stradale — oltre alla soppressione di un passaggio a livello e agli interventi di ricucitura con la viabilità locale.

Sono inoltre previste la riqualificazione della stazione di Scafa e quella di Alanno, dove verranno realizzati un sottopasso ciclopedonale e nuovi parcheggi destinati ad automobili e autobus.

Un raddoppio utile ma limitato

Nel complesso l’intervento riguarda poco più di 13 chilometri di linea. Si tratta senza dubbio di un passo avanti per una direttrice che da decenni soffre di forti limiti infrastrutturali, ma il suo impatto sui tempi di percorrenza tra Roma e Pescara resterà inevitabilmente limitato.

I benefici attesi riguarderanno soprattutto la regolarità della circolazione e la gestione degli incroci dei treni, con miglioramenti nei tempi di viaggio stimati nell’ordine di pochi minuti.

Il vero nodo resta la linea di montagna

Il principale collo di bottiglia della Roma–Pescara rimane infatti la lunga tratta di montagna nella parte centrale della linea, caratterizzata da numerose curve, pendenze e lunghi tratti a binario unico.

Su questo segmento — quello che realmente condiziona le prestazioni della linea — al momento non sono in corso lavori di raddoppio. Solo con interventi strutturali su quella sezione sarà possibile ridurre in modo significativo i tempi di percorrenza tra le due città.

Per ora, dunque, il raddoppio tra Interporto d’Abruzzo, Manoppello e Scafa rappresenta soprattutto un primo passo: utile per migliorare l’esercizio ferroviario, ma ancora lontano dal trasformare davvero il collegamento tra Roma e l’Abruzzo.