
Tra gli indagati anche due persone accusate di aver partecipato ai danneggiamenti che hanno provocato oltre 450mila euro di danni all'infrastruttura ferroviaria.
Sette persone sono state arrestate nell'ambito di un'operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura di Roma contro una presunta cellula anarchica. Tra le accuse contestate figurano anche i sabotaggi compiuti lo scorso febbraio sulla rete Alta Velocità Roma-Firenze e Roma-Napoli, che avrebbero causato danni per oltre 450mila euro all'infrastruttura ferroviaria.
L'operazione della Digos
L'indagine, condotta dalla Digos di Roma con il supporto delle sezioni territoriali di Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti, ha portato all'esecuzione di sette misure cautelari e a numerose perquisizioni nei confronti di 18 persone complessivamente indagate.
Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati documenti, manuali e materiale ritenuto di interesse dagli inquirenti. Contestualmente è stato sgomberato il centro sociale occupato "Bencivenga Occupato", nella Capitale, considerato dagli investigatori una base logistica utilizzata da alcuni appartenenti al gruppo.
I sabotaggi alla rete ferroviaria
Due degli arrestati sono accusati di aver preso parte alle azioni di sabotaggio che hanno interessato le linee dell'Alta Velocità Roma-Firenze e Roma-Napoli in concomitanza con le Olimpiadi invernali Milano-Cortina.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i danneggiamenti avrebbero provocato oltre 450mila euro di danni alle infrastrutture ferroviarie, con ripercussioni sulla circolazione e sulla regolarità del servizio.
Tra le persone raggiunte dalla misura cautelare in carcere figurano Nico Aurigemma, Micol Marino, Stefano Marri, Francesco Benedetti e Arnau Vallett Casadeval. Ai domiciliari sono invece finiti Giulia Vidotto e Luna Fratini.
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La riunione segreta e i possibili obiettivi
Un momento ritenuto centrale nell'inchiesta riguarda una riunione svoltasi nel luglio scorso in un casolare immerso nelle campagne di Vicovaro, in provincia di Roma. L'incontro, durato due giorni, sarebbe stato monitorato dagli investigatori che hanno documentato l'arrivo dei partecipanti e le attività svolte.
Secondo l'accusa, durante la riunione sarebbero stati analizzati diversi possibili obiettivi da colpire per rilanciare la mobilitazione in favore di Alfredo Cospito, detenuto al regime del 41 bis. Tra i temi affrontati anche il reclutamento di nuovi aderenti, la realizzazione di ordigni artigianali e le modalità per rendere anonime eventuali rivendicazioni online.

Il materiale sequestrato e il focus sulle ferrovie
Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori vi sarebbe anche un manuale proveniente dalla Germania contenente indicazioni relative ad azioni di sabotaggio contro le ferrovie. Il documento sarebbe stato oggetto di conversazioni intercettate nel corso dell'indagine.
Per il giudice per le indagini preliminari alcuni degli elementi raccolti evidenzierebbero un concreto rischio di azioni violente e di particolare impatto, anche alla luce delle attività attribuite agli indagati.
Le reazioni delle istituzioni
Sull'operazione è intervenuta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha parlato di un intervento capace di infliggere un duro colpo a chi intende minacciare la sicurezza nazionale e colpire infrastrutture strategiche.
Anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha espresso apprezzamento per l'attività svolta dalle Forze di polizia e dalla magistratura, sottolineando l'elevata capacità di prevenzione e contrasto dimostrata nel corso dell'indagine.
L'inchiesta prosegue ora per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare l'esistenza di altri progetti riconducibili al gruppo finito al centro dell'operazione.