
Si è conclusa il 1° marzo 2026 la terza edizione del Treno del Ricordo, il convoglio storico allestito come mostra itinerante dedicata alla tragedia delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata.
Partito il 10 febbraio da Trieste in occasione del Giorno del Ricordo, il treno ha attraversato l’Italia facendo tappa in undici città – da Pordenone a Bologna, da Pescara a Roma fino alla Sicilia – terminando il suo viaggio a Siracusa. L’iniziativa ha registrato complessivamente oltre 20 mila visitatori tra studenti, cittadini e appassionati.
Per gli appassionati di ferrovia, tuttavia, la conclusione del tour ha regalato anche una curiosità tecnica nel viaggio di rientro del convoglio storico verso la Liguria.
La composizione del convoglio storico
Durante gran parte del viaggio lungo la Penisola, il treno ha mantenuto una composizione decisamente stabile con la presenza in testa della locomotiva storica E.636.161, una delle macchine simbolo della trazione elettrica italiana del dopoguerra.
Nel trasferimento finale da Roma verso La Spezia, però, la composizione si è arricchita con due ulteriori locomotive reostatiche di grande fascino per gli appassionati: il “Caimano” E.656.093 e la “Tartaruga” E.444R.098.
La “Tartaruga” restaurata a Foligno
La presenza della E.444R.098 rappresenta una novità particolarmente significativa. La locomotiva è infatti rientrata recentemente a far parte del parco rotabili della Fondazione FS Italiane dopo un restauro completo effettuato nelle OMC di Foligno.
La storica “Tartaruga”, simbolo della grande stagione dei treni veloci italiani, è così tornata a circolare nell’ambito delle attività di valorizzazione del patrimonio ferroviario storico.
Una partenza con tre locomotive
La partenza del convoglio da Roma Termini ha visto inizialmente il "Caimano" E.656.093 al traino, seguito dalla E.636.161, mentre la E.444R.098 chiudeva il treno in coda.
Durante la sosta programmata a Civitavecchia, la composizione è stata modificata: la “Tartaruga” è stata portata in testa al convoglio, dando vita alla ripartenza con una spettacolare "tripla trazione" - anche se due macchine erano ovviamente di rimando - che ha accompagnato il treno nel proseguimento del viaggio.
Una piccola ma significativa sorpresa per gli appassionati presenti lungo la linea, che hanno potuto osservare insieme tre locomotive storiche della trazione elettrica italiana.
