
È partito domenica 6 settembre da Trieste un altro treno destinato alla demolizione, diretto a San Giuseppe di Cairo, ormai diventato una delle principali destinazioni italiane per i rotabili giunti al termine della carriera.
Il convoglio, destinato alla Vico, comprendeva otto carrozze per Medie Distanze e una locomotiva E.464 destinata anch'essa alla demolizione.
Alla testa del trasferimento erano presenti le E.464.080 e E.464.181 (entrambe in XMPR), accoppiate dal lato della testa tronca, mentre in composizione viaggiava la E.464.044 (anch'essa in XMPR), altra macchina della prima fornitura ormai prossima alla demolizione.
La E.464.044 ferma da gennaio 2025
La presenza della E.464.044 rende particolarmente significativo questo trasferimento. La locomotiva era infatti accantonata dal 7 gennaio 2025 e si trovava quindi ferma da lungo tempo.
Costruita nel 2000, la E.464.044 appartiene alla primissima fornitura delle locomotive E.464 e conclude così una carriera di circa 27 anni. Per una macchina ormai appartenente alla prima generazione della serie, con oltre un quarto di secolo di servizio alle spalle, l'invio a San Giuseppe di Cairo rappresenta quindi l'ultimo capitolo della sua storia operativa.
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Non è finita: altre carrozze già pronte a Trieste
Il trasferimento del 6 settembre non sembra però destinato a rimanere un episodio isolato. A Trieste risultano infatti già preparate altre due carrozze per Medie Distanze, anch'esse destinate a essere inviate alla demolizione.
Il dato conferma il momento particolarmente intenso che sta interessando le demolizioni del materiale rotabile di Trenitalia. A San Giuseppe di Cairo stanno arrivando infatti carrozze, locomotive ed elettrotreni appartenenti a generazioni differenti, compresi i Pendolini di seconda generazione e numerose carrozze utilizzate sui servizi Intercity e regionali.

Il paradosso delle Medie Distanze
Proprio le carrozze per Medie Distanze rappresentano uno degli aspetti più curiosi della situazione attuale. Mentre da Trieste vengono avviati alla demolizione diversi esemplari, infatti, altri rotabili della stessa tipologia continuano a essere sottoposti a interventi di ammodernamento.
Nella giornata di oggi sono infatti previste in uscita sette carrozze Medie Distanze con la rinnovata livrea Rebel Revolution, destinate a integrare il materiale già disponibile. Non è a noi noto se tutte queste vetture saranno assegnate al Friuli Venezia Giulia, anche se l'ipotesi appare probabile.
Si crea così un evidente dualismo: da una parte carrozze della stessa famiglia vengono giudicate non più necessarie e avviate alla demolizione, dall'altra altre vetture vengono sottoposte a importanti interventi di aggiornamento e rimesse in servizio con la nuova livrea.
Le carrozze tradizionali sempre più verso il declino
Il fenomeno va comunque letto nel quadro della profonda trasformazione del parco Trenitalia. L'arrivo di un numero crescente di elettrotreni e di convogli a composizione bloccata sta progressivamente riducendo lo spazio per le tradizionali composizioni formate da locomotiva più carrozze.
È una tendenza che interessa ormai diversi tipi di materiale: mentre entrano in servizio treni più moderni, vengono progressivamente ritirati e demoliti rotabili che hanno svolto per decenni un ruolo importante nel trasporto regionale e a lunga percorrenza.
Il treno partito da Trieste il 6 settembre è quindi soltanto l'ultimo tassello di questo processo. E, considerando che altre due carrozze Medie Distanze sono già pronte per il trasferimento, è probabile che da Trieste verso San Giuseppe di Cairo debbano ancora partire altri convogli destinati all'ultimo viaggio.
Le unità coinvolte
Queste le unità già avviate alla demolizione:
50 83 21 87 539-7
50 83 21 87 203-0
50 83 21 86 896-2
50 83 21 87 332-7
50 83 21 86 634-7
50 83 21 87 224-6
50 83 21 87 339-6
50 83 21 87 668-4
Foto Ferrovie Online