
La rete ferroviaria ucraina continua a svolgere un ruolo strategico nel conflitto con la Russia, garantendo il trasporto di merci, rifornimenti e passeggeri nonostante i continui attacchi.
La delicatezza della situazione emerge anche dal reportage dal fronte realizzato dal vicedirettore del Corriere della Sera, Federico Fubini, che descrive una rete sottoposta a una pressione costante.
Secondo quanto riportato nel reportage, dall'inizio dell'invasione su vasta scala i raid russi avrebbero danneggiato o distrutto quasi 500 mezzi motore. Una pressione che interessa non soltanto i treni in circolazione, ma anche depositi, officine e altre infrastrutture indispensabili per mantenere operativo il sistema ferroviario.
Lo scartamento complica i rifornimenti
Alla vulnerabilità della rete si aggiunge un problema tecnico che rende più complessa la sostituzione del materiale danneggiato. Le ferrovie ucraine utilizzano infatti lo scartamento largo da 1.520 mm più ampio rispetto allo scartamento standard europeo da 1.435 mm.
Una motivazione storicamente attribuita a questo scartamento era anche di natura militare e difensiva, per ostacolare o impedire il transito rapido di eventuali truppe o treni nemici provenienti dall'Europa continentale in caso d'invasione.
È utilizzato in Russia, nelle repubbliche dell'ex Unione Sovietica inclusi gli attuali stati baltici (sebbene lo si stia affiancando al sistema europeo con progetti come il Rail Baltica), la Moldova e la Bielorussia, in Mongolia e in Finlandia (che mantiene lo standard storico a 1.524 mm).
La differenza di 85 millimetri rende incompatibile il normale impiego sulla rete ucraina di gran parte delle locomotive europee. In caso di perdite consistenti, quindi, non è sufficiente trasferire rapidamente locomotive disponibili nei Paesi dell'Unione europea: il materiale deve essere compatibile con l'infrastruttura ucraina oppure essere sottoposto agli interventi tecnici necessari.
È proprio questa caratteristica della rete che, secondo quanto emerge dal reportage, rappresenterebbe uno degli elementi sui quali Mosca fa affidamento per aumentare la pressione sulla logistica ferroviaria ucraina.
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Quasi 500 mezzi motore colpiti
Il bilancio indicato da Ukrzaliznytsia, la compagnia ferroviaria statale ucraina, comprende quasi 500 mezzi motore danneggiati o distrutti da missili e droni dall'inizio dell'invasione su vasta scala.
Gli attacchi interessano anche le strutture necessarie alla manutenzione e alla gestione del materiale rotabile. Secondo i dati riportati, dall'inizio dell'anno la rete ha subito oltre 1.500 attacchi, con danni a officine di riparazione, sottostazioni elettriche e depositi ferroviari. Tra le aree interessate vengono citati anche Shostka e il nodo di Odessa.
La strategia descritta nel reportage punta quindi a colpire non soltanto il singolo convoglio, ma l'intera catena logistica che consente alle ferrovie ucraine di continuare a operare.

Droni contro i mezzi motore
Una parte degli attacchi viene condotta attraverso droni, impiegati contro il materiale motore sia dei treni merci sia dei servizi passeggeri. Nel materiale fornito viene inoltre riferito l'impiego di droni dotati di riconoscimento ottico, destinati a individuare i mezzi di trazione durante gli attacchi dal cielo.
Secondo la ricostruzione riportata da Fubini, l'obiettivo sarebbe quindi individuare la parte motrice del convoglio e colpirla direttamente. La perdita della locomotiva o della unità motore di una automotrice può infatti compromettere la circolazione del treno e aumentare la pressione su un parco già sottoposto a forti perdite.
Raid particolarmente pesanti hanno interessato anche alcune direttrici ferroviarie verso ovest e il nodo logistico di Odessa. Tra le linee citate nel reportage figura la direttrice Kiev-Varsavia, nei pressi del confine con la Polonia.
La risposta tedesca
La difficoltà nel reperire materiale compatibile con lo scartamento ucraino rappresenta un problema osservato anche in Europa. Secondo alcune fonti non meglio accreditate, la Germania avrebbe avviato con discrezione la produzione di locomotive diesel destinate a fronteggiare eventuali emergenze legate alla vulnerabilità delle reti ferroviarie.
Il tema si collega alla necessità di disporre di mezzi capaci di garantire la continuità del servizio anche in caso di attacchi alla rete elettrica ferroviaria. Nel caso ucraino, invece, la disponibilità di locomotive compatibili con lo scartamento da 1.520 mm costituisce un vincolo specifico per l'eventuale sostituzione del materiale distrutto.
Nonostante i danni subiti, le ferrovie continuano a rappresentare una componente essenziale della logistica ucraina. La capacità di mantenere in movimento i convogli consente infatti di assicurare collegamenti e trasporti in un contesto nel quale la rete ferroviaria è diventata, insieme alle altre infrastrutture strategiche, uno degli elementi più importanti della continuità operativa del Paese.
Fonte Corriere della Sera