Prosegue l’iter del decreto commissari, provvedimento sul quale il Governo ha posto la fiducia alla Camera dopo l’approvazione al Senato del 29 aprile.

Tra i temi principali figurano il Ponte sullo Stretto e il riassetto della governance delle grandi opere ferroviarie.

Ponte sullo Stretto, avanti l’iter

Il cuore del provvedimento riguarda la prosecuzione dell’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, opera dal valore aggiornato di circa 13,5 miliardi di euro.

Il decreto definisce le procedure che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà seguire per approvare e rendere efficaci:

  • l’accordo di programma;
  • il piano economico-finanziario;
  • la delibera di approvazione del progetto definitivo.

Le modifiche arrivano dopo i rilievi della Corte dei Conti che aveva ricusato la delibera Cipess relativa all’approvazione del progetto definitivo e il decreto ministeriale collegato agli atti aggiuntivi della convenzione di concessione.

Una volta completati gli adempimenti istruttori e approvata la nuova delibera Cipess, il MIT potrà procedere alla firma dell’atto aggiuntivo alla convenzione con la società concessionaria e alla trasmissione degli atti alla Corte dei Conti.

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RFI e opere ferroviarie complementari

Il decreto prevede inoltre la nomina dell’amministratore delegato di RFI quale commissario straordinario per la realizzazione delle opere ferroviarie complementari al Ponte sullo Stretto.

Parallelamente viene ridisegnata la governance di diverse grandi opere ferroviarie con un accentramento delle competenze proprio in capo a Rete Ferroviaria Italiana.

L’amministratore delegato Aldo Isi subentrerà infatti ai commissari straordinari già nominati per alcuni interventi strategici:

  • Brescia – Verona;
  • Roma – Pescara;
  • Salerno – Reggio Calabria.

Il subentro avverrà mantenendo gli stessi compiti, funzioni e poteri precedentemente assegnati ai commissari.

Obiettivo accelerazione dei cantieri

L’obiettivo dichiarato del provvedimento è accelerare la realizzazione delle infrastrutture considerate strategiche, sia ferroviarie sia stradali.

Nel decreto trovano spazio anche norme relative ad ANAS, ai commissari per le infrastrutture stradali e alla Metropolitana C di Roma.

Conversione entro l’11 maggio

Il decreto, composto inizialmente da 11 articoli e salito a 15 dopo il passaggio alla Camera, dovrà essere convertito in legge entro l’11 maggio.