Prosegue in questi giorni la progressiva uscita di scena delle automotrici ALn 668, uno dei rotabili più iconici delle Ferrovie dello Stato perché presenti praticamente su tutta la rete nazionale. E questa volta tutto si è svolto con una rapidità impressionante.

Le automotrici partite domenica 8 marzo dal deposito di Sulmona sono state infatti già avviate alla demolizione nella giornata di ieri per mezzo della D.445.1034 e due carrozze MD "scudo" presso lo stabilimento VICO di San Giuseppe di Cairo, in provincia di Savona. Un passaggio fulmineo: dal trasferimento dall’Abruzzo all'invio al taglio con la fiamma ossidrica sono trascorse solo poche ore.

Le automotrici coinvolte

Il convoglio era stato trainato dalla E.464.118 in livrea XMPR e comprendeva le unità:

  • ALn 668.3337
  • ALn 668.3306
  • ALn 668.3157
  • ALn 668.3332
  • ALn 668.3323

Chi invece non ha seguito lo stesso destino è la ALn 668.3246, utilizzata come “scudo” in coda al convoglio. L’unità è nella flotta alla Fondazione FS Italiane e continuerà quindi a circolare sui binari italiani come testimonianza storica di questa famiglia di automotrici.

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La fine delle serie 3100 e 3300

L’episodio offre anche l’occasione per fare il punto sulla situazione delle ALn 668 delle serie 3100 e 3300, ormai completamente uscite dal servizio regolare al pari delle altre serie più giovani.

Per quanto riguarda la serie 3100, costruita in 150 unità, la situazione è già molto avanzata: escludendo gli esemplari preservati o destinati alla Fondazione FS Italiane, risultano oggi solo 68 unità accantonate in vari impianti della rete. Tutte le altre sono già state demolite.

Serie 3300: numeri ormai ridottissimi

Ancora più drastica la situazione delle ALn 668 serie 3300, quelle “da montagna”, progettate con rapporti di trasmissione specifici per affrontare le linee più impegnative, in particolare quelle dell’Appennino abruzzese.

Di questa serie furono costruite appena 40 unità. Oggi, al netto di quelle preservate dalla Fondazione FS, ne risultano accantonate soltanto cinque. Tutte le altre sono già state demolite.

Un patrimonio che rischia di scomparire

Il quadro complessivo è quindi chiaro: le ALn 668, per decenni protagoniste delle linee secondarie italiane, stanno rapidamente scomparendo.

Se si vuole preservare ulteriori esemplari di queste automotrici – in particolare della ormai rara serie 3300 – il momento per intervenire è adesso. I numeri, infatti, iniziano a diventare sempre più esigui e il rischio è che una parte importante della storia della trazione termica italiana svanisca definitivamente.

Foto Stefano Baretta