La futura Alta Velocità in Romagna accende già il confronto politico e territoriale. 

Al centro del dibattito c’è la possibile realizzazione di una nuova stazione dedicata lungo il futuro tracciato ferroviario tra Bologna e Rimini, infrastruttura che dovrebbe affiancare o sostituire in parte l’attuale direttrice storica. 

A rilanciare con forza la candidatura di Forlì è la deputata di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, che annuncia la presentazione di un ordine del giorno alla Camera per impegnare il Governo a valutare concretamente la realizzazione della fermata proprio nel territorio forlivese.

L’idea è quella di una nuova infrastruttura sul modello della Mediopadana di Reggio Emilia, una stazione dedicata all’Alta Velocità collocata lungo il nuovo asse ferroviario che dovrebbe nascere con il potenziamento della direttrice Adriatica. Un progetto che, se dovesse concretizzarsi, cambierebbe profondamente la geografia dei collegamenti ferroviari romagnoli.

Perché Forlì si candida

Secondo Buonguerrieri, Forlì rappresenterebbe la collocazione ideale grazie alla sua posizione baricentrica rispetto all’intera Romagna. La deputata parla di un bacino potenziale di circa un milione di abitanti, sottolineando come la città possa contare su un tessuto imprenditoriale importante, un comparto turistico articolato tra Riviera, città d’arte e aree collinari, oltre a infrastrutture strategiche come l’aeroporto Ridolfi, la prevista Zona Logistica Semplificata di Villa Selva e la vicinanza con il porto di Ravenna.

L’obiettivo dichiarato è fare della futura fermata AV un nodo intermodale strategico per l’intera area romagnola, rafforzando competitività economica, attrattività turistica e accessibilità del territorio.

Il nuovo tracciato Bologna-Rimini

Al momento ciò che appare chiaro è che il progetto dell’Alta Velocità romagnola non passerebbe da un semplice adeguamento dell’attuale linea, ma dalla realizzazione di un nuovo tracciato ferroviario tra Bologna e Rimini, con un percorso differente rispetto a quello odierno.

Secondo le ipotesi circolate, la direttrice potrebbe articolarsi in due tronconi con snodo nell’area di Castelbolognese, ridefinendo completamente l’assetto infrastrutturale della dorsale adriatica in Emilia-Romagna.

Proprio in questo contesto nascerebbe la nuova fermata AV, che potrebbe diventare l’unico scalo intermedio di riferimento tra Bologna e Rimini.

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La replica da Cesena

Ma la candidatura forlivese non convince tutti. Da Cesena arrivano infatti le prime perplessità, affidate al sindaco e presidente della Provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca.

Pur riconoscendo l’importanza strategica dell’opera, Lattuca invita a evitare decisioni dettate da logiche campanilistiche o politiche, chiedendo invece un serio studio trasportistico e urbanistico capace di individuare la soluzione più razionale per il territorio.

Il messaggio è chiaro: prima di stabilire dove collocare la stazione, servono dati, analisi e valutazioni oggettive sui flussi di traffico, l’accessibilità e l’integrazione con il tessuto urbano.

Una partita tutta romagnola

La questione rischia così di aprire un nuovo asse di confronto tra le due principali città della provincia, finora spesso alleate su altre partite territoriali.

La futura stazione AV rappresenterebbe infatti un’infrastruttura capace di generare ricadute economiche, occupazionali e logistiche enormi, motivo per cui la partita appare destinata a entrare rapidamente nel vivo.

Per ora siamo ancora nella fase delle ipotesi e del confronto politico, ma una cosa appare evidente: la corsa per ospitare la futura fermata dell’Alta Velocità in Romagna è ufficialmente iniziata.

Fonte Il Resto del Carlino