
I lavori per la nuova stazione ferroviaria di Bergamo e per il raddoppio della linea verso Milano, fino a Ponte San Pietro, sono iniziati ufficialmente il 5 febbraio 2024. La previsione iniziale indicava una durata del cantiere di 30 mesi, con attivazione delle opere entro dicembre 2026.
A oltre due anni dall’avvio, però, l’unica certezza resta il ritardo accumulato. Al momento non esiste una data certa di conclusione, né una stima aggiornata e realistica dei tempi, complice la fragilità della filiera degli appaltatori e la complessità degli interventi.
Nella giornata di mercoledì 15 aprile è stato intanto inaugurato il sottopasso della stazione, che collega piazzale Marconi con via Gavazzeni. Dotato di scale e ascensori, il nuovo collegamento consentirà, una volta completato l’intero progetto, l’accesso diretto ai binari e il collegamento con l’hub del trasporto pubblico locale.
All’inaugurazione era presente Lucio Menta, direttore Investimenti di Rfi, società del Gruppo FS Italiane responsabile della realizzazione delle opere. “Siamo consapevoli dei disagi causati in città, ma dobbiamo ragionare in prospettiva – ha dichiarato –: le difficoltà odierne consentiranno in un immediato futuro un potenziamento del servizio ferroviario”.
Le opere sono affidate a diversi raggruppamenti di imprese. “Alcuni più performanti, altri un po’ meno – ha ammesso Menta –. Rfi ha avviato azioni vigorose verso gli appaltatori, monitorando l’avanzamento dei lavori per mitigare i ritardi”.
Il piano complessivo degli investimenti sul territorio regionale ammonta a circa 27 miliardi di euro, di cui circa la metà già finanziati. Solo su Bergamo sono in corso interventi per circa 700 milioni di euro.
Per valutare lo stato dei cantieri, RFI comunica l’avanzamento economico dei lavori, attualmente compreso tra il 20% e il 25%. Non è invece chiaro il livello di avanzamento “fisico” delle opere, anche se, secondo quanto riferito, i vari cantieri sarebbero sostanzialmente allineati.
“I ritardi sono evidenti – ha aggiunto Menta –. Le tempistiche non sono quelle attese: abbiamo sollecitato l’appaltatore a recuperare potenziando la forza lavoro. Negli ultimi mesi abbiamo visto una reazione e chiesto una verifica complessiva delle lavorazioni. Entro maggio saremo in grado di comunicare una data credibile di fine lavori”.
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A incidere sui tempi anche il contesto geopolitico internazionale. “Temiamo possibili conseguenze – ha spiegato Menta –. Abbiamo già riscontrato difficoltà nel reperimento di alcuni materiali necessari al cantiere”.
L’inaugurazione del sottopasso è stata anche occasione per fare il punto sugli altri interventi. Via Rovelli dovrebbe riaprire entro maggio, mentre in via San Bernardino si registrano ritardi legati all’approvvigionamento dei materiali.
Slittano anche le tempistiche previste per la viabilità: la realizzazione dell’attraversamento pedonale protetto e la riapertura veicolare parziale del sottopasso vengono rinviate. A fine luglio è prevista l’interruzione notturna della linea per Milano per il varo delle travi metalliche del nuovo impalcato ferroviario.
Successivamente, a inizio agosto, è attesa la riapertura al traffico a senso unico, mentre a ottobre uno dei fornici dovrebbe tornare percorribile in entrambi i sensi di marcia. Nei mesi successivi si completerà la configurazione definitiva.
Per quanto riguarda il collegamento ferroviario con l’aeroporto, via Orio resterà a sezione ridotta fino al termine dei lavori. Il cantiere è stato potenziato, con un incremento del 50% della forza lavoro negli ultimi mesi, arrivando a circa ottanta operai.
“La condizione di ritardo è evidente – ha commentato la sindaca Elena Carnevali –. Abbiamo chiesto a Rfi un’accelerazione e una migliore gestione dell’impatto sulla viabilità. Nell’ultimo periodo si intravede un miglioramento: la parziale riapertura del sottopasso in via San Bernardino allevierà alcune criticità”.
Per quanto riguarda il cantiere della nuova stazione, dal piazzale e dal binario 1 Ovest è ancora visibile poco, mentre dal lato Est si intravedono i macchinari in azione.
Il progetto prevede la realizzazione di due “landbridge”, infrastrutture sopraelevate che ospiteranno servizi per i viaggiatori e collegheranno Porta Sud con il lato nord della città, consentendo anche l’attraversamento dei binari.
Grazie alla gru installata nelle scorse settimane, è imminente l’avvio dell’elevazione del ponte Ovest, prima fase funzionale della nuova stazione e primo elemento destinato a entrare in esercizio, teoricamente entro la fine dell’anno per rispettare le scadenze legate ai finanziamenti PNRR.
“Il cantiere sarà più visibile – ha assicurato Menta –. La realizzazione delle fondazioni è stata una fase lunga e complessa, svolta in gran parte ‘nell’ombra’”.
“Si tratta di un intervento complesso – ha ricordato l’assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi –. Ogni opera ferroviaria ha ricadute sull’intero sistema”.
Infine, sulle possibili revisioni del progetto, è stato ribadito che non sono in discussione: “Il ministro Salvini è stato chiaro: gli interventi a Bergamo andranno avanti. I cantieri devono essere chiusi il prima possibile per consegnare alla città una stazione europea”.