A oltre vent’anni dalla soppressione della linea ferroviaria che collegava il centro cittadino alla rete regionale, a Fiumicino torna al centro del dibattito il possibile ritorno del treno.

Un progetto che, secondo associazioni e osservatori del settore dei trasporti, potrebbe ridisegnare la mobilità locale, ridurre il traffico su gomma e restituire ai cittadini un accesso diretto alla ferrovia.

Le realtà ambientaliste e gli osservatori del settore guardano con favore al percorso avviato dall’amministrazione comunale, sottolineando il valore strategico di una infrastruttura capace di migliorare la qualità ambientale e la connessione con la Capitale.

Il ritorno del treno nel dibattito cittadino

Il ritorno del treno a Fiumicino non è più soltanto una suggestione ma una prospettiva concreta che torna a far discutere istituzioni e cittadini.

Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio comunale Roberto Severini ha espresso apprezzamento per l’iniziativa del sindaco Mario Baccini, impegnato nel promuovere il ripristino del collegamento ferroviario nel centro della città.

Il tema riporta alla memoria una infrastruttura cancellata oltre venticinque anni fa e che oggi potrebbe tornare a rappresentare una risorsa strategica per la mobilità del territorio.

La proposta in esame in Consiglio comunale

Attualmente nelle commissioni consiliari del Comune di Fiumicino è in esame una proposta di delibera che punta a predisporre gli atti necessari per pianificare il ritorno del treno.

Il progetto prevede di recuperare l’antico tracciato ferroviario partendo dalla vecchia stazione di Porto, seguendo il cosiddetto corridoio della mobilità C5, fino al nuovo capolinea degli autobus situato tra via Coccia di Morto e via della Foce Micina.

Si tratta del primo passo ufficiale verso il possibile ripristino del collegamento su ferro nel centro cittadino, dopo la soppressione definitiva della linea avvenuta nel 2002.

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Una linea ferroviaria cancellata nel tempo

La progressiva scomparsa del collegamento ferroviario con Fiumicino è iniziata negli anni Novanta.

Il processo di ridimensionamento prese avvio con i lavori legati ai Campionati Mondiali di Calcio 1990, proseguì con la sospensione del servizio nel 2000 e si concluse con la soppressione definitiva nel 2002.

Se da un lato lo sviluppo dell’Aeroporto Leonardo da Vinci ha consolidato il ruolo della stazione aeroportuale, dall’altro la città ha perso l’accesso diretto alla rete ferroviaria, privando migliaia di cittadini di un collegamento rapido con Roma.

Il sostegno di Legambiente e Osservatorio Trasporti

Da sempre favorevoli al ritorno del treno a Fiumicino, Legambiente e l’Osservatorio Regionale Trasporti intervengono nel dibattito sostenendo il percorso avviato dall’amministrazione comunale.

Le due realtà chiedono in particolare la diramazione della linea ferroviaria regionale FL1 Orte–Fiumicino Aeroporto, così da ricostituire la penetrazione ferroviaria fino al centro della città.

«Non possiamo che sostenere con forza il ritorno del treno a Fiumicino: appoggiamo i percorsi dell’amministrazione e di chiunque si impegnerà in tal senso», dichiarano le due associazioni.

«La città di Fiumicino è in sostanza la più grande sul territorio nazionale a non avere un treno. Grazie a questa infrastruttura si potrebbero decongestionare le arterie stradali che la collegano alla Capitale, ridurre le emissioni e sanare una profonda ferita inferta a una cittadinanza già sottoposta a una forte pressione ambientale».

Una città di 50mila abitanti senza ferrovia

Il tema della mobilità ferroviaria riguarda direttamente circa 50.000 residenti che vivono tra Fiumicino Centro, Isola Sacra e Focene.

Attualmente le stazioni ferroviarie più vicine – Maccarese, Torrimpietra, Parco Leonardo e quella dell’Aeroporto Leonardo da Vinci – risultano distanti dal centro urbano e difficilmente raggiungibili senza l’utilizzo dell’automobile.

Eppure il tracciato potrebbe essere ripristinato sfruttando un’infrastruttura già predisposta: il corridoio della mobilità C5, un rettilineo libero che conserva lo spazio necessario per il ritorno dei binari.

Due chilometri di ferrovia per cambiare la mobilità

Secondo Legambiente e Osservatorio Regionale Trasporti basterebbero meno di due chilometri di nuovi binari per ricostituire il collegamento ferroviario tra il centro cittadino e la linea regionale.

«Con meno di due chilometri di binari rettilinei su un’area già predisposta si può restituire l’accessibilità a decine di migliaia di pendolari verso la ferrovia laziale con la migliore frequenza», spiegano le associazioni.

Un progetto che, se realizzato, potrebbe rappresentare una svolta per la mobilità sostenibile del territorio.

«Interloquiremo con l’amministrazione comunale di Fiumicino e con tutti gli enti e i soggetti coinvolti affinché questo percorso possa concretizzarsi il prima possibile», concludono le associazioni.