Si accende il dibattito nelle Marche sul progetto per la realizzazione di un nuovo scalo merci a San Rocchetto di Castelfidardo, in provincia di Ancona.
Durante una seduta del Consiglio regionale, l’assessore competente ha risposto a un’interrogazione presentata dal consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Mastrovincenzo, facendo il punto sulla situazione e sulle interlocuzioni in corso con Rete Ferroviaria Italiana.
Secondo quanto riferito dagli uffici regionali, il sito individuato presenta alcune criticità. Inoltre è attualmente in corso una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) nazionale definita particolarmente complessa.
La richiesta della Regione a RFI
Nel corso delle interlocuzioni formali con Rete Ferroviaria Italiana, la Regione ha avanzato una richiesta precisa: valutare la possibilità di delocalizzare il nuovo scalo merci rispetto al sito attualmente previsto.
“Gli uffici regionali hanno sottolineato alcune criticità del sito. C'è in corso una procedura di Valutazione di impatto ambientale nazionale molto complessa”, ha spiegato l’assessore.
“Nelle interlocuzioni formali con RFI la Regione ha chiesto formalmente la possibilità della delocalizzazione di quello scalo. RFI sta prendendo in considerazione questa richiesta degli enti locali”.
Tra gli aspetti evidenziati dalla Regione figurano anche i rischi idrogeologici dell’area interessata dal progetto.
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La protesta dei residenti
Al progetto si oppone da tempo anche un comitato di residenti di San Rocchetto di Castelfidardo. I rappresentanti del comitato erano presenti in Consiglio regionale e, all’esterno dell’Aula, hanno esposto uno striscione con la scritta: “Per amore del territorio, per il futuro di tutti. Delocalizzate il nuovo scalo merci”.
A margine della seduta è intervenuta Manuela Mengascini, portavoce del comitato dei residenti.
“Noi chiediamo da sempre che venga presa in considerazione la delocalizzazione dell’opera rispetto al sito individuato”, ha spiegato. “È un sito ricco di storia, con numerosi vincoli paesaggistici e caratterizzato anche da un rischio idrogeologico. Per questo chiediamo che venga riqualificato”.
Secondo il comitato si tratta di un’area di grande valore ambientale e agricolo. “È una distesa meravigliosa di verde sulla quale insistono anche alcune aziende agricole che valorizzano prodotti del territorio”, ha aggiunto Mengascini.
L’intervento del consigliere Mastrovincenzo
Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Antonio Mastrovincenzo, promotore dell’interrogazione in Consiglio.
“Chiediamo un impegno costante affinché sia trovato un sito alternativo”, ha dichiarato, ribadendo la necessità di individuare una soluzione diversa rispetto all’attuale localizzazione del progetto.
Foto di repertorio