Emergono nuovi dettagli sul grave incidente che ha coinvolto la locomotiva E.464.699 nella stazione di Maccarese-Fregene.

L'episodio, avvenuto sabato 18 luglio, avrebbe avuto conseguenze potenzialmente molto gravi se al momento della deflagrazione fosse stato presente il personale di macchina all'interno della cabina di guida.

La locomotiva era in coda al treno Regionale 12573 Civitavecchia - Roma Termini, composto da otto carrozze Vivalto di seconda serie.

Esplode l'impianto antincendio

Secondo quanto emerso, a provocare l'incidente sarebbe stata l'esplosione delle bombole dell'impianto antincendio installato sulla locomotiva.

La deflagrazione ha interessato la cabina di guida e la parte superiore del mezzo. Fortunatamente, al momento dell'evento non era presente alcun macchinista in cabina, circostanza che ha evitato possibili gravi conseguenze per il personale.

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Danni evidenti alla locomotiva

Le immagini della E.464.699 mostrano danni particolarmente estesi. Oltre alle deformazioni dell'imperiale e della cabina di guida, sono ben visibili anche le deformazioni delle fiancate, che risultano rigonfiate a causa della violenza dell'esplosione.

La locomotiva dovrà ora essere sottoposta a verifiche tecniche per accertare l'entità dei danni e le cause che hanno provocato la deflagrazione.

Il recupero del convoglio

Nella giornata di domenica il convoglio è stato recuperato e trasferito in deposito mediante l'impiego di due coppie di locomotive E.464 in livrea XMPR: le unità E.464.095 ed E.464.150, insieme alle E.464.361 ed E.464.378.

Il Regionale 12573 era composto da otto carrozze Vivalto di seconda serie e, dopo le operazioni di soccorso, è stato trasferito per i necessari accertamenti tecnici.

Accertamenti in corso

Resta ora da chiarire cosa abbia provocato l'esplosione dell'impianto antincendio della E.464.699. L'episodio ha richiamato l'attenzione sulla sicurezza degli impianti installati sulle locomotive e ha già portato alcune organizzazioni sindacali a chiedere verifiche straordinarie sull'intera flotta del Gruppo E.464.

Foto e video di Giampiero Nicolosi