
La transizione energetica non è fatta solo di grandi parchi fotovoltaici distesi nelle campagne o di pale eoliche che punteggiano l’orizzonte. A volte nasce da un’intuizione semplice e potentissima: usare meglio ciò che esiste già. In un’Europa che fatica a trovare nuovi spazi per installare impianti rinnovabili, c’è chi ha deciso di guardare in basso, proprio lì dove scorrono ogni giorno migliaia di treni.
La SNCF, colosso ferroviario francese, ha avviato una sperimentazione che potrebbe cambiare il modo in cui pensiamo alle infrastrutture: installare pannelli solari tra le rotaie dei binari grazie alla tecnologia sviluppata dalla start-up svizzera Sun-Ways. Un progetto che, se funzionerà, trasformerà le linee ferroviarie in una rete diffusa di produzione di energia rinnovabile.
Perché proprio le ferrovie?
C’è un dato che da solo racconta la portata di questa scelta: la SNCF consuma circa 9 TWh di elettricità ogni anno, risultando il primo consumatore industriale di energia in Francia. Allo stesso tempo è tra i maggiori proprietari fondiari del Paese.
In un contesto in cui il fotovoltaico fatica a espandersi per carenza di superfici disponibili, sfruttare i chilometri di linee ferroviarie già esistenti significa coniugare logica, sostenibilità e visione strategica.
L’idea di fondo è tanto lineare quanto rivoluzionaria: attribuire ai binari una doppia funzione, quella di trasportare milioni di passeggeri e merci e quella di produrre energia solare pulita, senza consumo aggiuntivo di suolo.
In un’epoca in cui ogni metro quadrato conta, questa scelta parla di responsabilità ambientale e di intelligenza progettuale.
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Il progetto pilota: numeri e obiettivi
La tecnologia di Sun-Ways non è rimasta sulla carta. Dal 28 aprile 2025 è operativo un impianto pilota nel cantone di Neuchâtel, a Buttes.
Si tratta di 48 pannelli fotovoltaici installati su 100 metri di linea ferroviaria, ciascuno con una potenza di 380 watt, per un totale di 18 kWc. La produzione stimata raggiunge i 16.000 kWh all’anno, un quantitativo significativo se rapportato alla breve tratta interessata.
La vera innovazione sta nella struttura modulare e amovibile del sistema. I pannelli possono essere posati e rimossi rapidamente grazie a un macchinario ferroviario dedicato e a un sistema brevettato.
Questo aspetto è cruciale: la manutenzione delle linee resta prioritaria e l’infrastruttura deve integrarsi perfettamente con le esigenze operative del traffico ferroviario.

Test fino al 2028: cosa verrà valutato
La collaborazione tra SNCF e Sun-Ways prevede una fase di test fino al 2028. In questi anni verranno analizzati diversi aspetti chiave:
- la resistenza meccanica dei moduli;
- la compatibilità con il passaggio dei treni;
- l’impatto sulle operazioni di manutenzione;
- la resa energetica nel lungo periodo.
Si tratta di un percorso graduale, necessario per valutare con rigore tecnico ed economico la possibilità di estendere il modello su scala nazionale.
Una rete ferroviaria che produce energia
Se i risultati saranno positivi, il passo successivo potrebbe essere l’installazione dei pannelli solari lungo ampi tratti della rete ferroviaria francese.
L’immagine è potente: chilometri di binari che non solo collegano città e persone, ma contribuiscono anche alla produzione di energia rinnovabile destinata ad alimentare servizi e infrastrutture.
Naturalmente le sfide non mancano. Occorre garantire la durabilità dei pannelli sottoposti a vibrazioni continue, valutare attentamente i costi di installazione e manutenzione e assicurare un equilibrio tra investimenti e ritorno energetico.
Eppure, questa sperimentazione racconta qualcosa di più profondo: la sostenibilità non passa solo da nuove opere, ma anche dalla capacità di reinterpretare le infrastrutture esistenti, trasformandole in risorse per il futuro.