Lo studio di prefattibilità prevede un tunnel di 14,64 chilometri tra Livigno e S-Chanf: viaggio in meno di 10 minuti e collegamento diretto con la rete ferroviaria svizzera.

Un collegamento ferroviario capace di rivoluzionare la mobilità tra l'Alta Valtellina e la Svizzera. È questo l'obiettivo dello studio di prefattibilità del traforo ferroviario Livigno-S-Chanf, presentato durante una serata pubblica nella sala consiliare del Comune di Livigno, nell'ambito del progetto europeo TRIP.

Un tunnel per collegare Livigno alla Ferrovia Retica

Il progetto prevede la realizzazione di un'infrastruttura ferroviaria lunga 14,64 chilometri, dei quali circa 12,20 chilometri in galleria, in grado di collegare Livigno con S-Chanf, sulla rete della Ferrovia Retica.

Se realizzata, l'opera consentirebbe di percorrere la tratta in appena 7-10 minuti, contro gli attuali 49 minuti necessari in automobile e oltre due ore con i mezzi pubblici. Anche i collegamenti con St. Moritz ne beneficerebbero, con un tempo di viaggio stimato in circa 57 minuti.

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Domanda prevista fino a quasi 200 mila passeggeri l'anno

Lo studio, elaborato da Redas Engineering, ipotizza un servizio con 12 corse giornaliere durante la stagione invernale e 15 nel periodo estivo. La domanda potenziale è stimata tra 68.000 e 193.000 passeggeri all'anno, comprendendo residenti, lavoratori frontalieri, turisti ed escursionisti.

L'intervento rientra nel progetto europeo TRIP – Treni Retici in Progress, cofinanziato dal programma Interreg Italia-Svizzera 2021-2027, che punta a rafforzare la mobilità ferroviaria transfrontaliera tra la provincia di Sondrio e il Cantone dei Grigioni.

Un'opera che guarda al futuro della mobilità alpina

Lo studio evidenzia anche il costante aumento del traffico stradale verso Livigno. Tra novembre 2023 e gennaio 2024, nell'area di confine sono transitati in media circa 20.000 veicoli al giorno, mentre tra il 2022 e il 2025 i flussi sono cresciuti del 9,5% al Foscagno, del 63,5% al Passo del Gallo e del 63,8% alla Forcola.

Secondo il presidente della Provincia di Sondrio, Davide Menegola, la riduzione del traffico rappresenta però un beneficio collaterale dell'opera e non il suo obiettivo principale. La finalità è infatti quella di offrire a Livigno un accesso diretto alla rete ferroviaria svizzera ed europea, seguendo un modello di sviluppo simile a quello garantito dal Trenino Rosso del Bernina alla Valposchiavo.

Il sogno di portare il Trenino Rosso fino a Livigno

Anche il sindaco di Livigno, Remo Galli, ha ribadito l'importanza strategica del progetto, definendolo un ulteriore passo avanti lungo un percorso avviato da tempo.

L'obiettivo dell'amministrazione è arrivare entro due o tre anni alla redazione del progetto definitivo, così da poter individuare le risorse necessarie per la realizzazione dell'infrastruttura. Secondo il sindaco, il collegamento ferroviario rappresenterebbe un investimento capace di proiettare Livigno verso un futuro caratterizzato da una mobilità più sostenibile, moderna e pienamente integrata con la rete ferroviaria europea.

Un progetto ancora da finanziare

Il traforo ferroviario Livigno-S-Chanf è ancora nelle fasi preliminari, ma lo studio di prefattibilità rappresenta un primo passo concreto verso un'infrastruttura destinata a migliorare l'accessibilità dell'Alta Valtellina. Il percorso sarà ancora lungo, ma l'obiettivo dichiarato è quello di portare, un giorno, il Trenino Rosso fino a Livigno.