
Dal 2011 stop ai treni con auto al seguito: una decisione che oggi pesa ancora di più.
Era l’11 dicembre 2011 quando in Italia cessava ufficialmente il servizio di auto al seguito sui treni notturni di Trenitalia. Una decisione che all’epoca passò quasi sotto traccia, ma che col tempo si è rivelata sempre più discutibile, soprattutto alla luce delle attuali politiche sulla mobilità sostenibile.
Un servizio perfetto per un Paese lungo come l’Italia
L’Italia è un Paese lungo, articolato e con grandi distanze tra Nord e Sud. In questo contesto, i treni notte con auto al seguito avrebbero potuto rappresentare una soluzione ideale: viaggiare mentre si dorme, evitando ore di autostrada, traffico e stress, per poi ritrovarsi a destinazione con la propria vettura pronta all’uso.
Oggi, mentre si parla sempre più di mobilità green e di riduzione del traffico su gomma, appare difficile comprendere perché un servizio del genere sia stato completamente eliminato, anziché migliorato e rilanciato.
I problemi c’erano, ma erano risolvibili
È inutile negarlo: il servizio aveva diverse criticità. In molti casi, i viaggiatori erano costretti a consegnare l’auto già nel primo pomeriggio, mentre il treno partiva solo in tarda serata. Ore di attesa in stazione che rendevano l’esperienza poco appetibile.
Anche le operazioni di carico e scarico non erano sempre semplici. Non era raro che i convogli arrivassero orientati nel verso “sbagliato”, costringendo a manovre in retromarcia per uscire dalle bisarche. A questo si aggiungevano timori legati alla sicurezza, con la paura di furti con scasso durante le soste notturne.
Non mancavano poi i disagi pratici: auto sporche per residui della linea aerea, piccoli danni e, in alcuni casi, comportamenti poco professionali con richieste di mance per un servizio già di per sé costoso.

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Una scelta drastica invece di un rilancio
Tutti problemi reali, certo. Ma anche tutti problemi risolvibili. Migliorare l’organizzazione, ridurre i tempi di consegna, aumentare la sicurezza e rendere il servizio più competitivo nei prezzi erano interventi assolutamente alla portata.
Invece, si è scelta la strada più semplice: tagliare tutto.
Una decisione che oggi appare ancora più miope se si considera il ritorno di interesse verso i treni notte in tutta Europa. In un contesto di crescente attenzione alla sostenibilità, il servizio auto al seguito avrebbe potuto contribuire concretamente a ridurre il traffico autostradale.
Un’occasione persa (anche per il futuro)
Il tema diventa ancora più attuale se si guarda all’evoluzione della mobilità. Con la diffusione delle auto elettriche, ancora limitate in termini di autonomia sulle lunghe distanze, il trasporto su treno per le tratte più impegnative avrebbe oggi un senso ancora maggiore.
Invece di investire e migliorare, si è preferito eliminare. Ancora una volta, la soluzione più rapida ha prevalso su quella più lungimirante.
Eppure, con un servizio più moderno, efficiente e curato nei dettagli, i treni notte con auto al seguito avrebbero potuto non solo sopravvivere, ma diventare una delle colonne portanti della mobilità sostenibile italiana.