
Due ETR 485, due situazioni completamente diverse e, in qualche modo, emblematiche del momento attraversato dai Pendolino di seconda generazione.
Da una parte l'ETR 485 n.32 torna a essere protagonista di un servizio ferroviario particolare e insolito, dall'altra l'ETR 485 n.33 viene inviato verso l'accantonamento, primo passo in vista della sua successiva demolizione.
È una sorta di fotografia della fase di transizione che sta interessando questi convogli: ancora capaci di tornare utili quando le esigenze operative lo richiedono, ma allo stesso tempo sempre più vicini alla conclusione della loro lunga carriera.
L'ETR 485 n.32 torna sulla Adriatica
La vicenda più curiosa riguarda l'ETR 485 n.32, che il 24 agosto è stato impiegato per effettuare il Frecciarossa 8830 da Bari Centrale a Milano Centrale.
Si tratta di un utilizzo particolarmente insolito per questo tipo di materiale. La relazione è infatti normalmente affidata agli ETR 700, ma l'indisponibilità di uno dei convogli abitualmente impiegati ha portato Trenitalia a ricorrere all'ETR 485.
Vedere un ETR 485 sulla direttrice Adriatica è già oggi un evento tutt'altro che comune. Ancora più particolare è il fatto che il convoglio sia stato utilizzato proprio per un servizio commerciale Frecciarossa, considerando che gli ETR 485 appartengono attualmente alla flotta del brand Frecciargento.
LEGGI ANCHE: Addio all’ETR 460 n.30, un altro Pendolino parte per la demolizione
Da Bari a Milano e ritorno in Puglia
Il particolare impiego non si è esaurito con l'arrivo del Frecciarossa 8830 a Milano. Il giorno successivo, 25 agosto, l'ETR 485 n.32 ha infatti effettuato il viaggio di ritorno verso la Puglia come Invio a Vuoto, rientrando quindi nell'area di deposito per essere nuovamente disponibile in caso di necessità.
Una dimostrazione di come, nonostante l'età e il progressivo ridimensionamento del loro impiego, questi treni possano ancora rappresentare in teoria una risorsa preziosa per la gestione operativa della flotta.

Il giorno dopo, l'altra faccia della medaglia
Se il n.32 ha quindi dimostrato di poter ancora tornare protagonista, appena 24 ore dopo è arrivata una notizia di segno completamente opposto per un altro ETR 485.
Nella mattinata del 26 agosto, l'ETR 485 n.33 è stato infatti inviato da Roma San Lorenzo ad Alessandria per l'accantonamento.
Il trasferimento rappresenta il primo passo verso la conclusione della carriera del convoglio: l'ipotesi è infatti che, dopo il periodo di accantonamento ad Alessandria, il treno venga successivamente trasferito a San Giuseppe di Cairo per la demolizione.
A trainare il convoglio nel suo ultimo trasferimento è stata la E.402B.118 di Trenitalia, ancora nella livrea XMPR.
La fine dei Pendolino di seconda generazione
La vicenda dell'ETR 485 n.33 assume un significato ancora più particolare perché si tratta del primo ETR 485 di questo gruppo a essere inviato all'accantonamento in vista della demolizione.
Gli ETR 485 rappresentano l'evoluzione dei precedenti ETR 460, protagonisti per decenni del trasporto ferroviario ad Alta Velocità e dei servizi a lunga percorrenza italiani. Con il progressivo arrivo di materiale più moderno, anche questi convogli sono però entrati nella fase conclusiva della propria carriera.
Dopo gli ETR 460, dunque, anche gli ETR 480/485 iniziano a fare i conti con l'accantonamento e la demolizione. È un passaggio che segna l'avvicinarsi della fine dei Pendolino di seconda generazione nella flotta ferroviaria italiana.
Due ETR 485, due destini opposti
È proprio il contrasto tra le due vicende a rendere particolarmente interessante quanto accaduto in questi giorni.
Da una parte c'è un ETR 485 che, pur non essendo più normalmente destinato a quel tipo di servizio, viene richiamato in causa per coprire un'indisponibilità e finisce addirittura sulla Adriatica, con un Frecciarossa tra Bari e Milano.
Dall'altra, praticamente nello stesso momento, un altro esemplare dello stesso gruppo lascia definitivamente il servizio per essere accantonato e avviato verso quella che con ogni probabilità sarà la sua ultima destinazione.
È una fotografia quasi perfetta della poliedricità e della transizione che stanno vivendo gli ETR 485: ancora utili e capaci di risolvere esigenze operative contingenti, ma contemporaneamente sempre più vicini alla fine della loro storia.
Il treno 32 torna così temporaneamente protagonista sui binari italiani, mentre il treno 33 compie il primo passo verso la demolizione. Due storie opposte, separate da appena un giorno, che raccontano meglio di qualsiasi statistica il momento particolare attraversato dagli ultimi Pendolino di questa generazione.