
Botta e risposta in Assemblea legislativa tra Melasecche e l'assessore regionale: al centro la tratta Città di Castello-Sansepolcro, i finanziamenti e gli episodi di vandalismo sui treni Minuetto.
La realizzazione della tratta ferroviaria Città di Castello-Sansepolcro resta nei tempi previsti. Lo ha assicurato l'assessore regionale alle Infrastrutture, Francesco De Rebotti, rispondendo all'interrogazione del consigliere Enrico Melasecche sulla mancata sottoscrizione della convenzione con RFI e sui possibili rischi per il completamento dell'intera Ferrovia Centrale Umbra.
La preoccupazione di Melasecche sui finanziamenti e sui tempi
Nel corso dell'interrogazione, Melasecche ha ricordato che la delibera Cipess del novembre 2024 ha assegnato all'Umbria 80 milioni di euro nell'ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi. Di questi, 55 milioni sono destinati ai lavori sulla tratta Città di Castello-Sansepolcro, mentre altri 10 milioni finanziano la progettazione della futura stazione Alta Velocità Medio Etruria.
Secondo il consigliere, la mancata firma della convenzione con Rete Ferroviaria Italiana rischia di rallentare un'opera strategica per la mobilità regionale. Melasecche ha inoltre evidenziato come RFI abbia più volte sollecitato la Regione a definire l'accordo necessario per l'avvio dei cantieri.
La replica della Regione: “Nessun ritardo accumulato”
Rispondendo alle critiche, De Rebotti ha spiegato che la Regione e RFI hanno mantenuto costanti interlocuzioni tecniche per definire i dettagli della convenzione, in particolare sugli aspetti finanziari, sulle modalità di rendicontazione e sul rispetto delle scadenze previste dalla normativa.
L'assessore ha inoltre precisato che sono state individuate soluzioni per garantire la copertura finanziaria dei progetti inizialmente rimasti privi di fondi e che sono in corso le ultime procedure amministrative da parte degli organismi statali competenti.
“Non risultano ritardi accumulati”, ha dichiarato De Rebotti, ricordando che il cronoprogramma approvato prevede l'appalto dei lavori entro il secondo trimestre del 2026 e la conclusione dell'intervento entro il secondo trimestre del 2029.
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Il nodo della convenzione con RFI
Uno dei principali punti di confronto riguarda l'interpretazione delle disposizioni contenute nella delibera Cipess. Il mancato rispetto del termine fissato per l'aggiudicazione definitiva dell'appalto potrebbe infatti comportare la revoca delle risorse assegnate.
RFI ritiene che il requisito possa essere considerato soddisfatto attraverso l'aggiudicazione degli accordi quadro già esistenti, mentre la Regione ha chiesto ulteriori chiarimenti agli organi centrali dello Stato per evitare possibili contestazioni future e garantire la piena tutela delle risorse pubbliche.

Vandalizzati i nuovi treni Minuetto
Nel dibattito è emersa anche la questione dei recenti atti vandalici ai danni dei treni Minuetto, entrati in servizio sulla rete regionale. Melasecche ha denunciato episodi di imbrattamento dei convogli e chiesto maggiori controlli nelle stazioni.
De Rebotti ha ricordato che la gestione operativa dei treni è oggi affidata a Trenitalia, sottolineando come il gestore disponga di strutture e personale adeguati per garantire la vigilanza, la manutenzione e la rapida rimozione dei graffiti.
Un investimento strategico per l'Umbria
In replica finale, Melasecche ha definito la ricostruzione della Ferrovia Centrale Umbra “l'opera delle opere”, ricordando che l'investimento complessivo supera i 450 milioni di euro tra fondi nazionali e regionali.
Il consigliere ha quindi chiesto alla Giunta di monitorare costantemente l'avanzamento dell'intervento per evitare qualsiasi rischio di perdita dei finanziamenti e garantire il completamento di un'infrastruttura considerata fondamentale per il futuro della mobilità umbra.
La Regione, dal canto suo, conferma che il cronoprogramma resta invariato e che l'obiettivo è arrivare alla conclusione dei lavori entro il 2029, completando uno dei più importanti interventi infrastrutturali degli ultimi anni in Umbria.