Si avvicina la fine operativa per l’ultima vettura ancora circolante in Italia del gruppo UIC-Z1, di costruzione CostaFerroviaria, marcata 61 83 99-90 049-6 Vnp mis, attualmente inserita nella composizione del treno diagnostico Archimede di RFI.
La carrozza dovrebbe infatti essere fermata a breve per scadenza dei termini di revisione e per l’ormai conclamata indisponibilità dei ricambi. Secondo quanto appreso, nei prossimi giorni il veicolo dovrebbe essere trasferito da Roma Tuscolana a Bologna San Donato, dove verrà accantonato.
Uscita di fabbrica nei primi mesi del 2000, la vettura è stata inizialmente immatricolata 61 83 80-90 000-0 npB. Dopo una serie di prove di comportamento dinamico in linea fino a 220/230 km/h, condotte dal Centro Dinamica Sperimentale di Firenze, dal 2002 è stata assegnata all'allora Divisione Infrastruttura (oggi RFI) per l’allestimento di un convoglio diagnostico reversibile da 200 km/h.
Nel maggio 2002 nasce così il treno Archimede, composto da altre due vetture diagnostiche, due bagagliai di appoggio e dalla locomotiva E.402B.101, già in carico alla medesima Divisione dal 16 luglio 1999.

Inizialmente in livrea bianca e blu, la vettura ha ricevuto la nuova livrea RFI giallo/blu il 27 giugno 2022. Tuttavia, successivamente non è più stata impiegata per il telecomando delle due E.402B di RFI (.101 e .142), a causa di problematiche mai risolte legate al software delle logiche di veicolo della cabina di guida e ai nodi del telecomando TCN. Da quel momento è stata quindi utilizzata esclusivamente come vettura di appoggio.
Questo primo esemplare è stato seguito dalla costruzione di ulteriori 34 unità (80-90 001÷034) che, dopo le necessarie prove, sono entrate in servizio commerciale dall’aprile 2001 sui treni Intercity con locomotive E.402A e, dall’ottobre 2004, anche con le E.402B.
Queste vetture, dopo lunghi periodi di accantonamento negli scali di Lecce Surbo, Alessandria Smistamento e presso le OGR di Santa Maria la Bruna, sono state quasi tutte demolite presso l’impianto di San Giuseppe di Cairo entro l’estate del 2025. Ad oggi risultano ancora esistenti solo nove esemplari, peraltro tutti accantonati.