
A Saluzzo sono iniziati i lavori sull’ex linea ferroviaria per Airasca, ma più che l’avvio di una nuova infrastruttura, la scena racconta soprattutto la fine definitiva di un collegamento su rotaia che per decenni ha servito il territorio.
Operai e mezzi sono al lavoro da giorni lungo il sedime dismesso: l’obiettivo dell’amministrazione è trasformare i circa 14 chilometri di tracciato in una pista ciclabile che collegherà Saluzzo a Moretta e, attraverso la rete esistente, fino ad Airasca e Torino.
Come spiegato dal Comune, «è partito il cantiere che trasformerà il tratto dismesso in una nuova pista ciclabile fino a Moretta, passando per Torre San Giorgio», un’infrastruttura ritenuta strategica anche in ottica turistica e di mobilità dolce.
In questa prima fase la ditta incaricata sta procedendo allo smantellamento completo dell’armamento ferroviario, con la rimozione di binari e traversine a partire dal passaggio a livello di via Savigliano, per poi proseguire verso l’area dell’isola ecologica e del Centro del riuso. Un’operazione che segna materialmente l’addio alla ferrovia.
Il progetto vale complessivamente circa 4 milioni di euro, di cui 3 milioni finanziati dalla Regione. La restante parte è suddivisa tra i Comuni coinvolti: 650 mila euro per Saluzzo, 225 mila per Torre San Giorgio e 175 mila per Moretta. In precedenza le amministrazioni avevano acquistato da RFI il sedime ferroviario per circa 345 mila euro, oltre a 20 mila euro per due ex caselli.

È stato inoltre venduto proprio l'armamento, cioè le rotaie ancora presenti lungo la linea: il lotto, con base d’asta di 300 mila euro, è stato aggiudicato alla Valferro di Trescore Balneario per 391 mila euro.
Dal punto di vista istituzionale, i toni sono entusiastici.
Il sindaco Franco Demaria rivendica che «siamo fortemente convinti che sarà una nuova infrastruttura di collegamento che cambierà l’accesso al nostro territorio perché sarà usata per finalità turistiche, ma anche per spostare i tanti lavoratori».
La vicesindaca Francesca Neberti parla di «un’opera che contribuirà a cambiare e a riqualificare l’ingresso in città».
Argomentazioni comprensibili sul piano locale, ma che non cancellano un dato di fatto: la Saluzzo–Airasca scompare definitivamente dalla mappa ferroviaria dopo la chiusura del 1986.
La futura ciclabile, inserita nel tracciato europeo EuroVelo 8, potrà certamente rappresentare un’opportunità per il turismo lento e il tempo libero. Tuttavia resta difficile condividere toni trionfalistici quando, al posto dei treni, arrivano le ruspe. Una pista ciclabile può aggiungere qualcosa, ma una ferrovia tolta è una possibilità di mobilità collettiva che non tornerà più.
Per il territorio è quindi una trasformazione, non necessariamente una vittoria: si guadagna un percorso per le bici, ma si perde per sempre un’infrastruttura ferroviaria, in un’epoca in cui altrove si parla di rilanciare il trasporto su ferro, non di smantellarlo.
E questo, più che una festa, somiglia a un addio.
Foto di repertorio della stazione di Saluzzo