
Nel bilancio della puntualità Alta Velocità Trenitalia nel 2025, non tutte le Frecce di Trenitalia hanno offerto prestazioni all’altezza delle aspettative.
Analizzando i dati disponibili emergono alcune relazioni particolarmente critiche, caratterizzate da ritardi medi elevati, percentuali di puntualità molto basse e picchi di ritardo estremi che raccontano un anno complesso, soprattutto sui collegamenti Nord-Sud più lunghi.
In cima alla classifica delle Frecce più in ritardo troviamo la FR 8824 Lecce – Milano, che chiude l’anno con un ritardo medio di 29 minuti e una puntualità del 5%, risultando in orario appena 18 volte. Oltre un terzo delle corse ha accumulato almeno mezz’ora di ritardo, mentre una su dieci ha superato l’ora. Il dato più eclatante resta il record negativo del 6 settembre, quando il treno arrivò con 351 minuti di ritardo, oltre cinque ore.
Stesso ritardo medio, ma puntualità ancora più bassa, per la FR 9588 Reggio Calabria – Torino. Solo il 4% delle corse è giunto puntuale nel corso dell’anno, con il 28% oltre i 30 minuti e una corsa su sette oltre i 60. Anche qui non mancano episodi estremi, come il +305 minuti del 13 novembre, che evidenziano le fragilità operative di una delle percorrenze più lunghe della rete AV.
Poco sotto si colloca la FR 8807 Milano – Taranto, con 28 minuti di ritardo medio e una puntualità del 14%. Il 35% delle corse ha superato i 30 minuti di ritardo, mentre una su dieci ha oltrepassato l’ora. Il picco massimo è stato registrato il 17 aprile, con 279 minuti di ritardo. Prestazioni simili per la FR 9658 Reggio Calabria – Torino, che conferma il ritardo medio a 28 minuti, ma resta su livelli critici: solo l’8% delle corse puntuali e un record di 303 minuti il 16 agosto.
Tra i collegamenti Sud-Nord spicca anche la FR 8820 Taranto – Milano, con 27 minuti di ritardo medio e una puntualità ferma al 10%. Oltre un terzo delle corse ha accumulato almeno mezz’ora di ritardo e una su dieci ha superato i 60 minuti. Il peggior episodio si è verificato il 28 luglio, con 228 minuti di ritardo.
Scendendo sotto la soglia dei 27 minuti medi troviamo la FR 8813 Milano – Lecce, che registra 26 minuti di ritardo medio e una puntualità del 18%, comunque insufficiente per un servizio AV. Anche in questo caso il 30% delle corse supera i 30 minuti di ritardo, con un massimo annuale di 272 minuti il 25 ottobre.
Non mancano criticità nemmeno su relazioni trasversali e di lunga percorrenza. La FR 8519 Bolzano – Sibari totalizza 23 minuti di ritardo medio e solo il 6% di puntualità, con un record di 309 minuti il 3 luglio. Valori simili per la FR 9552 Salerno – Torino, anch’essa a 23 minuti di ritardo medio e 9% di puntualità, con un picco di 214 minuti il 1° dicembre. La FR 8810 Bari – Milano condivide lo stesso ritardo medio, ma presenta una puntualità del 6% e un massimo di 261 minuti l’8 luglio.
Chiude questo elenco la FR 9428 Napoli – Venezia, che pur avendo un ritardo medio leggermente inferiore, 22 minuti, fa registrare la puntualità più bassa in assoluto: appena il 2%, con sole 8 corse puntuali in un anno. Anche qui circa una corsa su dieci ha superato l’ora di ritardo, mentre il record negativo è di 278 minuti il 30 giugno.
Nel complesso, questi numeri mostrano come nel 2025 alcune Frecce, soprattutto quelle più lunghe e complesse dal punto di vista operativo, abbiano sofferto in modo strutturale. Ritardi medi elevati, puntualità a una cifra e picchi di diverse ore non sono più episodi isolati, ma segnali di una criticità che merita un’analisi approfondita, sia in termini di infrastruttura sia di gestione del servizio.