
La linea Faentina continua a far parlare di sé, anche in una fase in cui il servizio, almeno sulla carta, risulta quasi completamente ripristinato e con convogli regolari.
A pochi giorni dalla cerimonia che ha sancito la riapertura totale della linea, celebrata alla presenza dei presidenti di Toscana ed Emilia-Romagna, Eugenio Giani e Michele De Pascale, a incrinare il clima di ottimismo è intervenuto un malfunzionamento del sistema informativo di Rfi.
Nella giornata di ieri, infatti, sui tabelloni elettronici sono comparse due presunte soppressioni di corse dirette a Marradi. La notizia ha immediatamente generato preoccupazione e proteste, soprattutto sui social network. In realtà non si trattava di treni cancellati, bensì di autobus sostitutivi che, con la ripresa del servizio ferroviario, erano già stati ritirati. Tuttavia, sugli schermi delle stazioni di Faenza e Brisighella risultavano ancora visibili, accompagnati dalla dicitura più temuta dai pendolari, "CAN".
A complicare ulteriormente il quadro, i monitor hanno diffuso anche altre informazioni fuorvianti. A Marradi, per esempio, il treno delle 14.36 diretto a Borgo San Lorenzo veniva indicato con un ritardo superiore alle tre ore, pari a 190 minuti, mentre quello per Faenza delle 15.12 risultava posticipato di 20 minuti. Nella realtà, però, entrambi i convogli hanno viaggiato regolarmente, partendo e arrivando in orario.
Non sono mancati, tuttavia, problemi reali sulla linea. Proprio nel tratto appena riaperto tra Crespino e Marradi, due treni hanno accusato un guasto agli impianti di circolazione, rendendo necessario il ricorso agli autobus sostitutivi per garantire il servizio.

Il sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, è intervenuto sull’episodio legato ai display informativi: "Ci auguriamo che si sia trattato di un assestamento, che comunque non doveva accadere, dopo molto tempo che la tratta era chiusa. Nello specifico ci è stato garantito che la questione dei monitor ora è risolta, ma contiamo che episodi del genere, così come per i guasti agli impianti, non riaccadano, perché altrimenti si tratterebbe di una presa in giro per amministratori e pendolari. Noi continuiamo a chiedere con forza che si faccia tutto il possibile per evitare disagi ai viaggiatori e per offrire con continuità un servizio degno di questo nome".
Lo sguardo ora è rivolto al prossimo incontro previsto per aprile in Regione, che vedrà allo stesso tavolo assessori regionali, amministrazioni locali, Rfi, Trenitalia e rappresentanti dei pendolari. "In quell’occasione - dice Triberti - si dovrà verificare con attenzione come si sta procedendo. Vogliamo un servizio funzionale, e dovrà essere definita anche una precisa tempistica del ripristino delle aree di frana, per superare quanto prima il sistema di monitoraggio Sanf, che se è certamente utile per la sicurezza, resta una spada di Damocle per la nostra ferrovia, che continua a vivere l’incertezza legata al maltempo. Infine, subito dopo aver chiarito questi punti, dovremo finalmente riprendere a ragionare di nuovi orari e nuovi treni".