Il treno TILO deragliato il 20 dicembre scorso a Sigirino è stato trasferito alle Officine di Bellinzona.
Da allora, era rimasto fermo in un prato a Cornaredo, vicino alla galleria Vedeggio-Cassarate, per consentire agli inquirenti di analizzare i danni e proseguire le indagini condotte dal Ministero pubblico e dal Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI).
Tra lunedì e martedì pomeriggio, le casse del convoglio sono state posizionate nel piazzale sud, nei pressi della stazione FFS.
Ora le Officine FFS di Bellinzona dovranno valutare quali componenti del treno siano ancora recuperabili.
I pezzi in buono stato verranno smontati per un eventuale riutilizzo, mentre le parti irrimediabilmente danneggiate verranno probabilmente smaltite, ma solo dopo la conclusione delle indagini, ancora in corso. Al momento, infatti, manca una ricostruzione ufficiale dell'accaduto.
L'incidente era avvenuto venerdì 20 dicembre intorno a mezzogiorno. Dopo l'apertura di un'inchiesta da parte del Ministero pubblico, il 20 gennaio il SISI ha formalizzato la propria indagine.
Il rapporto preliminare ha rivelato che il RABe 524 a sei casse era partito senza controllo dalla stazione FFS di Rivera-Bironico alle 11:48, per poi deragliare nei pressi dell'area di servizio di Mezzovico-Sigirino.
La corsa incontrollata del treno è stata interrotta grazie all'intervento dei tecnici della Centrale d'esercizio Sud di Pollegio, che lo hanno deviato su un binario morto tramite uno scambio.
Al momento dell'incidente, il treno era vuoto e a bordo non c'era nessun passeggero né il macchinista, il cui nome, tuttavia, compare nel rapporto preliminare tra le persone coinvolte, insieme a quello del caposala della Centrale d'esercizio Sud delle FFS di Pollegio.
Dopo il deragliamento, il convoglio era stato trasportato nella zona di Cornaredo, dove è rimasto fino al recente trasferimento alle Officine di Bellinzona.