
Entra nel vivo la trattativa che potrebbe portare il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane a rilevare Titagarh Firema, azienda con sede a Caserta specializzata nella progettazione e costruzione di materiale rotabile ad alto contenuto tecnologico.
La società è controllata dall’indiana Titagarh Rail Systems Limited e partecipata al 31% dal fondo Salvaguardia di Invitalia.
Secondo Milano Finanza, dopo il via libera del consiglio di amministrazione guidato dall’amministratore delegato Stefano Donnarumma, arrivato lo scorso dicembre, il negoziato avrebbe registrato un’accelerazione nelle ultime ore. L’obiettivo sarebbe quello di chiudere l’operazione in tempi brevi, arrivando alla firma già nei prossimi giorni.
L’acquisizione avrebbe una forte valenza strategica. Per FS significherebbe rafforzare la filiera industriale interna e aumentare la capacità di produrre treni direttamente “in casa”, mentre per Firema rappresenterebbe l’occasione per superare una crisi che negli ultimi anni ha rallentato attività e consegne, mettendo sotto pressione sia i conti sia l’occupazione.

Le difficoltà produttive hanno avuto effetti concreti anche su alcune commesse pubbliche. Tra queste i convogli destinati alla Regione Lazio: 20 treni per la Roma–Lido e 18 per la Roma–Viterbo, parte dei quali legati a finanziamenti PNRR con scadenze stringenti. Le consegne, inizialmente previste per il 2024, hanno subito più rinvii. A queste si aggiunge inoltre la fornitura di 70 carrozze per gli Intercity Notte, inserita in un accordo quadro ben più ampio.
Non a caso l’operazione è seguita con attenzione anche dal Governo e dalle istituzioni locali, preoccupati per il futuro dei circa 400 lavoratori dello stabilimento campano. Negli ultimi mesi i sindacati avevano manifestato proprio per scongiurare il rischio di fallimento, dopo anni complessi segnati da ristrutturazioni e ricapitalizzazioni.
Alla base delle difficoltà pesano soprattutto l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, che ha eroso i margini e generato problemi di liquidità, rallentando l’avanzamento delle commesse. I numeri confermano un quadro ancora fragile: l’ultimo bilancio si è chiuso con una perdita di 8,7 milioni di euro e un indebitamento bancario superiore ai 61 milioni. Per questo, oltre all’ingresso di FS, non si esclude la necessità di ulteriori risorse finanziarie per sostenere il rilancio industriale.
Si ringrazia Odissea Quotidiana per la segnalazione