
Luigi Cantamessa, amministratore delegato di FS Treni Turistici Italiani e presidente della Fondazione FS Italiane, ha delineato in un’intervista a Il Giornale d’Italia le principali iniziative che accompagneranno il 2026, tra valorizzazione delle linee storiche e nuovi servizi dedicati al turismo ferroviario e religioso.
Un programma che coniuga recupero del patrimonio, mobilità lenta e nuove opportunità di viaggio.
Tra i temi centrali figura il 140° anniversario della Novara–Varallo, linea simbolo del turismo ferroviario piemontese. Cantamessa l’ha definita «una ferrovia bellissima, verde come la Valsesia», ricordando come nel 2011, dopo l’ultimo treno, avrebbe potuto essere completamente abbandonata. La scelta è stata invece opposta: mantenerla viva e preservarne l’infrastruttura. Oggi «i binari e le stazioni sono ancora lì, dopo 140 anni in perfetto stato», pronti ad accogliere quello che viene descritto come un turismo di ritorno, legato alla quiete e alla scoperta del territorio.
Il tracciato rappresenta infatti una porta d’accesso al Sacro Monte di Varallo e, proseguendo verso Alagna, alle montagne piemontesi, intercettando un pubblico interessato a esperienze più lente e immersive. Per celebrare l’anniversario, a settembre sono previsti grandi festeggiamenti e raduni di rotabili storici che hanno fatto la storia delle ferrovie italiane. L’offerta sarà rafforzata anche sul piano operativo, con una maggiore frequenza dei treni turistici e l’impiego di automotrici ex pendolari, oggi riconvertite a una nuova funzione dedicata al tempo libero e alla valorizzazione del paesaggio.

Lo sguardo si estende poi ai progetti del prossimo anno. Per il 2026 la Fondazione FS punta a «consolidare e ampliare il proprio perimetro», rilanciando in particolare il segmento dei cosiddetti “treni bianchi”, oggi reinterpretati come convogli per il turismo religioso. Cantamessa parla di «una nuova giovinezza» per questi treni, caratterizzati da composizioni molto lunghe, pensate per viaggi notturni, dotate di servizi di assistenza per persone con mobilità ridotta e con la possibilità di offrire pasti a bordo.
Tradizionalmente riservati ad ammalati e gruppi organizzati di pellegrini, i collegamenti verso Lourdes si apriranno a una platea più ampia: in alcune date, pubblicate sul sito, sarà infatti possibile acquistare anche il singolo biglietto. Una novità che rende il prodotto più accessibile e flessibile, consentendo di partire da diverse città italiane, inclusa Roma, non solo per il pellegrinaggio alla grotta, ma anche per itinerari naturalistici tra i paesaggi dei Pirenei.
Dalle linee locali recuperate ai grandi convogli notturni internazionali, la strategia illustrata da Cantamessa delinea così un modello in cui il patrimonio ferroviario non viene soltanto conservato, ma trasformato in leva di sviluppo turistico e culturale, capace di dare nuova vita a infrastrutture e materiale rotabile storici e di proporre un modo diverso, più lento e consapevole di viaggiare.