
Tre gravi incidenti ferroviari in appena tre giorni hanno sconvolto la Spagna, innescando una durissima polemica sulla sicurezza della rete e portando i macchinisti a proclamare tre giorni di sciopero dall’8 all’11 febbraio.
Mentre proseguono le indagini sulla tragedia di Adamuz, emergono nuovi elementi che rendono il quadro ancora più inquietante.
Sulla linea ad alta velocità Madrid–Siviglia, al chilometro 318, il deragliamento di un treno ad alta velocità Iryo, che ha poi colpito un convoglio Avia, ha causato almeno 43 vittime accertate.
Il ministro dei Trasporti ha riferito della presenza di incisioni di circa un millimetro sui primi elementi del treno e di segni analoghi riscontrati su altri convogli transitati in precedenza nello stesso tratto. Tracce che rafforzerebbero l’ipotesi di un cedimento dell’infrastruttura, anche se resta da chiarire se all’origine vi fosse un ostacolo sui binari o un deterioramento progressivo della linea.
Un ulteriore dettaglio è emerso con il ritrovamento, da parte della Guardia Civil, di un carrello ferroviario parzialmente immerso in un ruscello, a circa 270 metri dal punto dell’incidente. L’ente gestore della rete ha confermato la scoperta senza precisarne la tempistica, mentre la Commissione investigativa ha chiesto i registri di circolazione dei due giorni precedenti per verificare eventuali anomalie. Da parte di Adif, tuttavia, arriva la rassicurazione che non sarebbero stati rilevati guasti evidenti sulla linea, ricordando anche gli investimenti per 700 milioni di euro conclusi nel maggio 2025.

La sera di martedì un nuovo dramma ha colpito la Catalogna. A Gelida, un treno regionale della linea R4 dei pendolari è deragliato a causa del crollo di un muro di contenimento, probabilmente indebolito dalle forti piogge.
Il macchinista, in servizio come praticante insieme ad altri tre giovani in formazione, ha perso la vita. Il bilancio conta 37 feriti, cinque dei quali in condizioni gravi.
Nella stessa serata, un terzo incidente ha coinvolto un convoglio regionale tra Blanes e Maçanet: nessun ferito, ma la sospensione temporanea dell’intera rete Rodalies, utilizzata ogni giorno da circa 400.000 passeggeri, ha provocato caos e disagi diffusi, aggravati dall’interruzione dell’alta velocità tra Madrid e Siviglia.
I sindacati dei macchinisti, insieme alle principali sigle del settore, denunciano “il deterioramento del servizio ferroviario che mette a rischio vite umane” e chiedono garanzie immediate: una revisione completa delle linee, la fine dell’esternalizzazione della manutenzione e limiti di velocità nei tratti considerati critici, almeno fino al completamento dei controlli. Dopo segnalazioni di anomalie da parte del personale di macchina, è stato imposto – tra revoche e conferme – un limite temporaneo di 160 km/h su alcune linee ad alta velocità.
Alla protesta sindacale si affianca una crescente pressione politica. L’opposizione accusa il governo di non aver applicato le direttive europee sulla sicurezza ferroviaria. Dal ministero dei Trasporti arriva un invito alla prudenza: nessuna speculazione prima delle conclusioni tecniche, per rispetto delle vittime e delle loro famiglie. Una cerimonia di Stato in loro memoria è stata fissata per il 31 gennaio a Huelva, alla presenza delle massime autorità nazionali e regionali.