Nel progetto originario di sviluppo ferroviario, Nizza Monferrato doveva rappresentare un nodo strategico capace di collegare in modo efficiente il territorio con i principali centri del Nord Italia. 

L’idea prevedeva l’intersezione di due linee fondamentali, Acqui–Asti e Alessandria–Cavallermaggiore, con l’obiettivo di garantire collegamenti rapidi verso città come Milano, Torino e Genova.

Nel corso degli anni, tuttavia, questo assetto ha subito profonde modifiche. Dal 2012, il collegamento ferroviario verso Alessandria è stato sostituito da un servizio su gomma, con un conseguente aumento dei tempi di percorrenza e impatti negativi sulla viabilità locale.

La situazione è stata ulteriormente complicata dalla suddivisione del servizio in due tratte distinte, rendendo più complessi i trasferimenti per i passeggeri.

Uno dei principali problemi segnalati riguarda le coincidenze. Il punto di interscambio per i bus è stato infatti collocato in un’area distante dalla stazione ferroviaria, costringendo i viaggiatori a percorrere circa un chilometro per cambiare mezzo tra autobus e treno. Una soluzione che comporta disagi, soprattutto in caso di ritardi, e che rende difficoltoso rispettare gli orari delle coincidenze.

Le criticità non riguardano soltanto i servizi sostitutivi, ma anche il trasporto ferroviario attivo. Sulla linea verso Acqui Terme, gli utenti segnalano frequenti ritardi che incidono sull’organizzazione quotidiana, in particolare per gli studenti. A ciò si aggiunge la mancanza di alcune corse considerate essenziali, come i collegamenti nel primo pomeriggio, che costringono a lunghe attese in stazione.

Problemi analoghi si registrano anche sulla direttrice verso Asti. I ritardi risultano frequenti e incidono sulle coincidenze verso Torino, causando ulteriori disagi per i pendolari.

In alcune situazioni, le soppressioni di treni o i rallentamenti dovuti a guasti e lavori hanno determinato tempi di viaggio particolarmente elevati, trasformando gli spostamenti quotidiani in vere e proprie criticità operative.

A queste difficoltà si aggiunge il tema del materiale rotabile. Sulla linea vengono utilizzati convogli di capacità limitata, spesso insufficienti nelle fasce orarie di maggiore affluenza, quando studenti e lavoratori si concentrano sugli stessi treni. La conseguenza è una condizione di sovraffollamento, soprattutto nelle ore di punta.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la riduzione delle corse negli ultimi anni. Alcuni collegamenti, in particolare nel tardo pomeriggio, non sono stati ripristinati dopo il periodo pandemico, costringendo i pendolari ad attendere anche un’ora tra un treno e l’altro. Nei fine settimana, inoltre, la carenza o l’assenza di servizi limita fortemente la mobilità, rendendo necessario l’utilizzo dell’auto privata.

Nel complesso, il sistema dei trasporti nell’area evidenzia una serie di problematiche strutturali e organizzative che incidono sulla qualità del servizio.

Le richieste degli utenti si concentrano principalmente sul miglioramento delle coincidenze, sull’aumento delle corse e sull’impiego di convogli più capienti, con l’obiettivo di rendere il trasporto pubblico più efficiente e competitivo rispetto all’uso dell’auto.

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