
I sabotaggi che hanno colpito la rete ferroviaria italiana sarebbero stati compiuti da persone con competenze specifiche.
A lanciare l’allarme è Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, intervenuto in un colloquio con Ansa. Secondo il manager, la selezione dei punti interessati dalle manomissioni indicherebbe una conoscenza approfondita dell’infrastruttura da parte di chi è intervenuto.
Gli attacchi hanno infatti generato disagi diffusi su ampia scala, elemento che rafforzerebbe l’ipotesi di un’azione pianificata da soggetti esperti. “Spiace perché queste Olimpiadi sono molto importanti per tutti“, ha dichiarato Donnarumma, richiamando il possibile legame tra i sabotaggi e i Giochi Olimpici in corso a Milano Cortina. Nei giorni scorsi, gli inquirenti hanno acquisito una lettera firmata da Movimenti Anarchici che apparirebbe come una rivendicazione degli episodi avvenuti nello snodo di Bologna. Nel testo si citano le Olimpiadi, il pacchetto Sicurezza e l’inefficacia delle forme di protesta adottate finora. La posizione dei gruppi è attualmente al vaglio degli investigatori.
Sabotaggi treni: le parole di Donnarumma
Dopo i disservizi registrati nell’area di Bologna, che hanno avuto ripercussioni sull’intero sistema ferroviario nazionale, nuovi episodi hanno interessato anche la Capitale, con sabotaggi coordinati lungo la direttrice Roma-Milano. Una sequenza di eventi che ha alimentato ulteriori interrogativi sulle reali motivazioni alla base di queste azioni. Donnarumma ha tuttavia sottolineato come, proprio in previsione dell’evento olimpico, il servizio sia stato potenziato in modo significativo.
“Abbiamo messo in campo una forza molto importante. Al di là dei treni, abbiamo messo in piedi una flotta di 500 autobus per spostare 100 mila persone e poi vediamo questi sforzi vanificati in determinati momenti a causa di questo disturbo“, ha spiegato, ricordando come la pianificazione di queste misure richieda mesi di preparazione. In merito alle possibili contromisure, l’amministratore delegato ha evidenziato le difficoltà legate alla natura stessa della rete ferroviaria.
“Il nostro sistema è fatto da 17mila chilometri di rete, è un sistema aperto e non può essere chiuso in una bolla di vetro“, ha affermato, sottolineando la complessità di una realtà esposta a molteplici variabili. Eventi atmosferici e sabotaggi, ha aggiunto, restano difficilmente prevedibili e possono produrre effetti improvvisi.
“Non è la prima volta nella storia delle ferrovie che si verificano questi eventi e non è la prima volta sotto questa gestione“, ha chiarito ancora Donnarumma, evidenziando come fenomeni di questo tipo tendano a ripresentarsi ciclicamente. Il riferimento è anche alle due denunce presentate nel 2024, in un contesto già segnato da ripetuti episodi di sabotaggio.
Per rendere evidente la portata del sistema, Donnarumma ha infine richiamato i numeri della rete gestita da Ferrovie dello Stato: “In un solo anno facciamo tra i 500-600 milioni di passeggeri. Ci sono giornate da più di 2 milioni di passeggeri con 10mila treni in movimento“. Una dimensione che restituisce l’idea di un’infrastruttura estremamente estesa, nella quale il controllo totale resta una sfida complessa.