A un mese dall’omicidio del Capotreno Alessandro Ambrosio, a Bologna Centrale l’attenzione si concentra soprattutto sulle misure adottate per rafforzare la sicurezza nelle aree riservate al personale.

Quello che per anni era rimasto solo sulla carta, oggi sta diventando operativo, con controlli più stringenti e una presenza costante sul territorio.

All’imbocco dello stradello teatro dell’aggressione è stato attivato un presidio fisso 24 ore su 24: di notte con guardia giurata, di giorno con addetti di Ferrovie dello Stato Italiane, che consentono il passaggio esclusivamente ai dipendenti dotati di badge. L’accesso, di fatto, è ora realmente limitato al personale.

Nel frattempo sono stati realizzati interventi immediati anche sul fronte tecnologico: 17 nuove telecamere collegate direttamente alla centrale della Polizia Ferroviaria e un deciso potenziamento dell’illuminazione con torri faro per eliminare le zone d’ombra.

Si tratta di azioni rapide, pensate per aumentare controllo e deterrenza. Tuttavia lavoratori e sindacati chiedono che non restino misure emergenziali: l’obiettivo è arrivare a soluzioni strutturali e permanenti, con varchi protetti, cancelli o tornelli e un presidio stabile delle forze dell’ordine anche nelle altre aree considerate più vulnerabili dello scalo.

In sintesi, a Bologna Centrale la sicurezza è stata rafforzata con più sorveglianza, più luce e accessi filtrati, ma il passo successivo atteso è un piano infrastrutturale capace di garantire tutele durature per chi ogni giorno lavora in stazione.