Il 2026 rappresenta un passaggio chiave per il futuro della Ferrovia dei Parchi, intrecciandosi direttamente con l’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura.

Le prospettive delineate guardano a un rafforzamento dell’offerta ferroviaria, con un aumento delle partenze e con lo studio di nuovi itinerari di più giorni capaci di coinvolgere, fin dall’origine, aree strategiche come Roma e Napoli attraverso collegamenti dedicati. 

Si tratta di un’impostazione che recupera il ruolo storico della ferrovia come infrastruttura culturale e territoriale, non limitata al semplice trasporto ma parte integrante dell’esperienza di viaggio.

In questo contesto, L’Aquila assume un ruolo centrale e non marginale.

La città non viene considerata una tappa intermedia, bensì una destinazione culturale precisa, legata a eventi e iniziative che richiedono soluzioni di mobilità mirate.

Dopo alcune esperienze già realizzate tra il 2024 e il 2025, in particolare nel periodo natalizio, sono allo studio partenze speciali dedicate al capoluogo abruzzese proprio in vista del 2026.

Al momento si tratta di una fase preliminare, ma l’interesse verso collegamenti ferroviari dedicati appare coerente con il profilo dell’evento e con la vocazione turistica della linea.

Parallelamente, il 2026 si apre con un’importante novità infrastrutturale: la riapertura della stazione di Carpinone, prevista per il 19 gennaio, dopo sei anni di lavori legati all’elettrificazione e alla riqualificazione della linea.

La riattivazione consente ai collegamenti regionali del Molise verso Roma e Napoli, attualmente attestati su Isernia, di proseguire fino a Boiano passando proprio da Carpinone. Resta invece ancora escluso il capoluogo Campobasso, dove i lavori non risultano conclusi.

La riapertura di Carpinone riaccende così la possibilità di rivedere treni speciali sull’intera tratta Sulmona–Carpinone–Isernia, dove l’ultimo convoglio storico risale al settembre 2019.

 Si tratta di un segnale concreto di rilancio che contribuisce a riavvicinare territori storicamente connessi, come Abruzzo, Molise e Campania, e che crea le condizioni per nuove iniziative ferroviarie a carattere culturale e turistico.

Le prossime settimane potrebbero portare ulteriori sviluppi, capaci di rafforzare nuovamente i legami tra località come Napoli, Caserta, Isernia e Roccaraso, restituendo centralità a una direttrice ferroviaria dal forte valore simbolico e territoriale.