Prende forma il percorso per il possibile ritorno dei treni alla stazione marittima di Ancona. È infatti fissato per lunedì 2 marzo, presso Palazzo Leopardi, un incontro tra i principali soggetti coinvolti per discutere la riattivazione del collegamento ferroviario con il porto.

Al tavolo saranno presenti Regione, Rete Ferroviaria Italiana, Autorità di sistema portuale e Comune. L’appuntamento, annunciato dall’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, rappresenta il primo momento di confronto del 2026 su un tema tornato di attualità dopo anni di stop.

Studio di fattibilità per il ritorno dei treni

Nel corso della riunione, RFI presenterà una prima bozza del Documento di Fattibilità Tecnico-Economica relativo agli interventi necessari per riportare i treni fino all’area portuale, dove il servizio è sospeso dal dicembre 2015.

I tecnici illustreranno le possibili soluzioni progettuali, con particolare attenzione alle criticità legate alle interferenze con la viabilità stradale, tra cui il nodo del passaggio a livello del Mandracchio, già in passato elemento determinante per la soppressione del servizio.

Secondo Baldelli, i collegamenti ferroviari di “ultimo miglio” rivestono un ruolo strategico per garantire connessioni rapide ed efficienti tra le grandi infrastrutture e il tessuto urbano.

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Un collegamento strategico per la città

Anche il Comune guarda con interesse al progetto. Il sindaco Daniele Silvetti, già durante la campagna elettorale del 2023, aveva indicato la riattivazione della stazione marittima come una priorità per migliorare la mobilità cittadina.

Il ripristino del servizio consentirebbe infatti di collegare direttamente il porto con la stazione centrale e con le principali località della costa marchigiana, offrendo un’alternativa sostenibile al traffico su gomma.

Costi e interventi ancora da definire

Al momento non sono ancora disponibili stime aggiornate sui costi e sull’entità degli interventi necessari. È certo però che RFI dovrà occuparsi della ricostruzione della linea elettrica aerea per alimentare i treni, probabilmente su due o tre binari, mentre parte dell’attuale fascio di binari potrebbe essere dismessa.

Resta inoltre da risolvere la questione del passaggio a livello del Mandracchio, considerato uno dei principali ostacoli alla riattivazione del servizio.

Per quanto riguarda le tempistiche, si parla di almeno due o tre anni per completare i lavori.

Un servizio fermo dal 2015

La chiusura della stazione marittima risale al 12 dicembre 2015, quando partì l’ultimo treno alle 15.36. All’epoca, la decisione fu legata anche alla necessità di investire circa 2 milioni di euro per mettere in sicurezza il passaggio a livello, intervento ritenuto indispensabile dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria ma mai realizzato.

Il servizio comportava un costo annuale di circa 820 mila euro per la Regione, a fronte di un utilizzo giornaliero di circa 660 passeggeri in arrivo e 330 in partenza.

La sfida della domanda

Oggi, a distanza di oltre dieci anni, il ripristino del collegamento ferroviario richiederà investimenti probabilmente superiori rispetto al passato. Parallelamente, sarà necessario lavorare per aumentare l’attrattività del servizio e incentivare l’utilizzo del treno da parte di cittadini e viaggiatori.

La riattivazione della stazione marittima rappresenta quindi non solo un intervento infrastrutturale, ma anche una sfida per la mobilità urbana e l’integrazione tra porto e città.

Fonte Corriere Adriatico