Gestione commissariale per il nodo ferroviario di Udine. La proposta è della Regione al nuovo amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana Aldo Isi, che l'assessora Amirante ha incontrato a Roma.
L'obiettivo della Regione è di accorciare i tempi di realizzazione del progetto di potenziamento del nodo di Udine, come più volte e da più parti auspicato.
Il commissario straordinario consentirebbe di semplificare e accelerare il complesso iter autorizzativo anche sul fronte finanziamenti di un'opera che rappresenta ed è da tutti riconosciuta una priorità strategica - spiega l'assessora.
Una ipotesi individuata in accordo con il Ministro delle infrastrutture Salvini che ha già inserito il progetto del nodo ferroviario di Udine nell'elenco degli interventi strategici di cui completare il finanziamento, ad oggi coperto per 129 dei 340 milioni di spesa.
Un progetto articolato in sette fasi scandite da un cronoprogramma definito dalla recente intesa Regione, RFI, Comune di Udine e già in corso.
Prevede in sintesi l'incremento della capacità del nodo, crocevia essenziale per numerose direttrici ferroviarie, unito alla realizzazione della nuova stazione di Cargnacco dove spostare il traffico merci raccordandolo all'intera piattaforma logistica regionale con la conseguente sospensione dell'utilizzo della linea che oggi taglia in due Udine e dei contestati passaggi a livello.
Una fase quest'ultima attualmente prevista all'incirca tra sette anni, tempi che con la struttura commissariale potrebbero di gran lunga ridursi.
Gli aspetti logistici del progetto sono stati discussi dagli esponenti del mondo produttivo della provincia di Udine insieme ad Amirante in un precedente incontro sempre a Roma con i tecnici di RFI.