È stata decisa la nomina di un commissario straordinario per seguire l’iter del nuovo ponte di Paderno d’Adda, destinato a sostituire lo storico San Michele.

L’incarico andrà all’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Aldo Isi, ingegnere civile di 54 anni e figura di primo piano nel panorama delle società pubbliche, con esperienze maturate in Italferr, Agens, Anas e, dallo scorso marzo, alla guida di RFI.

L’annuncio ufficiale è arrivato dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e dall’assessore regionale alle Opere pubbliche Claudia Maria Terzi, che hanno spiegato come il Decreto Infrastrutture preveda poteri straordinari per velocizzare progettazione e autorizzazioni legate al futuro attraversamento dell’Adda.

Il provvedimento riguarda l’attuale ponte ad arco in ferro, utilizzato sia dal traffico ferroviario sia da quello stradale, che collega Paderno con Calusco d’Adda. L’infrastruttura, considerata strategica per l’area e unico collegamento tra le due sponde del fiume per circa 30 chilometri, dovrebbe essere dismessa entro il 2030. Il commissariamento, nelle intenzioni del Governo, servirà a snellire le procedure e garantire più rapidamente le risorse necessarie agli interventi.

Di fatto, però, l’operazione punta alla costruzione di un nuovo ponte accanto allo storico Ponte San Michele, realizzato tra il 1887 e il 1889. Una prospettiva che incontra l’opposizione di diversi amministratori locali del Meratese, della Brianza e della Bergamasca, preoccupati per l’aumento del traffico nei centri abitati e per l’impatto paesaggistico sulla valle dell’Adda, oltre al rischio di compromettere la valorizzazione del ponte storico.

La comunicazione arriva inoltre a ridosso di un’assemblea pubblica convocata dai sindaci di Paderno, Robbiate, Verderio e Imbersago, durante la quale verranno illustrate ai cittadini le possibili conseguenze del progetto.
Secondo le stime diffuse, il territorio potrebbe trovarsi a gestire un incremento dell’86% dei veicoli, un forte aumento dei mezzi pesanti, rallentamenti diffusi alla viabilità e una linea ferroviaria potenziata con doppio binario e traffico continuo, sia passeggeri sia merci, anche nelle ore notturne.
A questi si aggiungerebbero espropri e ricadute ambientali e paesaggistiche che, con i poteri straordinari del commissario, rischiano di avere un iter più rapido e meno margini di modifica.