
Nel testo del decreto approvato dal Consiglio dei ministri non è più prevista la nomina di Matteo Salvini per designare Pietro Ciucci come “commissario per il ponte sullo Stretto di Messina”.
La disposizione che assegnava all’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa il compito di “coordinare” l’iter legislativo per la revisione della delibera del Cipess, necessaria per l’approvazione del progetto, non compare nella versione adottata.
Non sono inoltre presenti i commi che limitavano il controllo di legittimità da parte della Corte dei Conti su una parte degli atti amministrativi. Tali previsioni avevano determinato rilievi istituzionali e richieste di modifica, anche da parte del Quirinale.
Non è stato inserito neppure lo scudo erariale per i responsabili del procedimento. Alla luce delle modifiche, la struttura operativa delineata nella bozza risulta differente rispetto alle ipotesi iniziali.

Il testo stabilisce che il coordinamento delle attività passi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il dicastero dovrà avviare gli adempimenti necessari per conformarsi alle deliberazioni dei magistrati contabili relative al collegamento stabile sullo Stretto.
È previsto che il ministero sottoponga al controllo della Corte l’accordo di programma e svolga, in raccordo con le amministrazioni competenti, “gli adempimenti istruttori propedeutici all’adozione di una nuova delibera del Cipess”.

Tra le attività indicate figurano l’aggiornamento del piano economico-finanziario della società concessionaria, l’acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti sulle tariffe di pedaggio e la trasmissione degli atti al Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Dovranno inoltre essere individuati nuovi “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico” a supporto della realizzazione dell’opera, anche in relazione ai vincoli ambientali esistenti.
La bozza prevede infine la nomina dell’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Aldo Isi, a “Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi infrastrutturali ferroviari complementari al collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, individuati e attribuiti a Rfi nell’accordo di programma”.